Il ritorno di “Alice attraverso lo specchio” e la sensazionale scoperta del Tempo

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Sono passati ben sei anni dall’ultima volta che il regista Tim Burton ci ha deliziati con il suo capolavoro di “Alice in Wonderland” questa volta il regista è diverso (James Bobin) ma gli attori per fortuna sono gli stessi.

Questa nuova avventura di “Alice attraverso lo specchio” porta gli spettatori a navigare oltre l’immaginario, la vera rivelazione della pellicola è proprio il Tempo che ha una propria forma e una propria identità. La cosa straordinario è il modo in cui gli eventi si sono incastrati tra loro così bene. Prendiamo ad esempio, il momento del thè con il Cappellaio Matto la Lepre e il Coniglio, Bobin attraverso la personificazione del Tempo ci ha reso una spiegazione che da qui a dieci anni addietro non avremmo mai capito. E’ colpa del tempo se il Cappellaio Matto e i suoi amici non riescono a bere il thé delle cinque, perché lui arrabbiato e pieno di rancore ha fermato le lancette dell’orologio cinque minuti prima dell’ora del thé.

Il vero motivo per cui Alice ritorna nel mondo delle meraviglie è per il fatto che il Cappellaio è diventato matto. Ha perduto la sua moltezza a causa di un cappellino ritrovato in terra che gli ha ricordato la sua famiglia perduta nel giorno dell’attacco del Ciciarampa. Di far ragionare il Cappellio non c’è verso, così la Regina Bianca Mirana, propone ad Alice di rubare la cronosfera ( il centro del tempo) e di tornare indietro nel tempo per impedire alla famiglia del Cappellaio Matto di morire.

Un’impresa assai ardua visto che il Tempo è contrario a questa decisione e mal grado la Regina Rossa lo tartassi con le su richieste egoiste lui di prestare la cronosfera proprio non ne vuol sentire. L’importanza di questa pellicola sta nel fatto che il regista per la prima volta ci mostra un passato che non abbiamo mai visto, mette i pezzi del puzzle nei punti giusti e collega ogni mossa in modo da chiarire i dubbi che il paese delle meraviglie aveva fatto nascere in tutti noi.

“Ti riconoscerei tra mille Alice”