Rolling Stones: il concerto di Cuba una tappa storica

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^A9F16349A0EDC52615238C10D2D1711B787AD3C08D3F3ACE54^pimgpsh_fullsize_distr-600x399I Rolling Stones hanno tenuto venerdì sera un concerto storico (per la prima volta) all’Havana (Cuba). Davanti a 250 mila persone, il gruppo londinese si è esibito cantando 18 canzoni. Un concerto come detto storico paragonabile per importanza a quello dei Pink Floyd del 1990 al muro di Berlino. Mick Jagger ha aperto il concerto dei Rolling Stones con un allegro: Hello Cuba! Poi si è cimentato in uno spagnolo niente male. Lo stesso Jagger ha detto che molti anni prima sarebbe stato difficile tenere un loro concerto nella terra di Fidel Castro per regole politiche e sociali, ora è tutto diverso e la musica ha vinto sulla supremazia politica. Un altro primato di questo concerto cubano è che per la prima volta sì è tenuto un concerto all’aperto e gratuito. Il concerto si è aperto con Jumpin Jack primo brano dei Rolling Stones del 1968. Il brano uscì dieci anni dopo la rivoluzione comunista di Fidel Castro, all’epoca era assolutamente vietato cantare Jumpin Jack perché il testo era di ideologie anti comuniste. Non solo i Rolling Stones nel 1968 avevano il veto di cantare determinate canzoni ma anche altri artisti e gruppi londinesi. Molti spettatori sono arrivati 18 ore prima, molti spettatori hanno assistito al concerto degli Stones dai tetti e balconi di fabbricati. La stampa cubana ha scritto che il concerto dei Rolling Stones a Cuba ha avuto una rilevata importanza con la presenza di Obama (anche esso a Cuba) e di papa Francesco. Una vera e propria botta di ribellione contro un regime politico e sociale, la presenza dei Rolling Stones è stata una scossa per la città di Cuba e per le loro istituzioni.