Roma, Baldissoni: “Rispettare il bilancio è d’obbligo. Le emozioni hanno un costo”

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Stadio Olimpico di Roma, fonte By Gaúcho - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2348296
Stadio Olimpico di Roma, fonte By Gaúcho - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2348296

 

ROMA. Oggi a Roma si è tenuta la conferenza “Champions Impact – L’impatto del calcio nella nostra società” presso la sede dell’Università LUISS Guido Carli. A parlare c’è stato Mauro Baldissoni. Ecco di seguito le parole del direttore generale giallorosso.

 

“L’impatto che ha nella vita quotidiana una squadra di calcio è enorme. È un business che si basa sulle emozioni, noi produciamo emozioni. È un’emozione che è molto costoso produrre. L’apice è la partita di calcio giocata da atleti professionista, ma si torna sempre a una misurazione tangibile di costi e ricavi che ci preoccupa nella vita quotidiana. Spesso ci viene detto che non interessa del bilancio. Rispettare però una corretta gestione e i dati corretti di bilancio è un obbligo. Sono dei numeri funzionali al raggiungimento di qualcosa di tangibile come i trofei. Se la Roma o il Barcellona vincerà la Champions League quest’anno avrà un ritorno diretto e una produzione di valore successiva. Tutto ciò che noi facciamo e che è funzionale all’amplificazione di quella emozione, merita una valutazione per poi permettere agli stakeholders di dargli una valutazione di incidenza”.

 

“Roma è una delle quattro città più conosciute nel mondo con New York, Parigi e Londra. New York ha orizzonti diversi rispetto al calcio. Londra ha diverse società di calcio ma nessuna identifica la città. Parigi ha il Psg ed è stata acquistata da un investitore straniero come è accaduto alla Roma perché sono due squadre che si identificano con la città. Tutti i reperti documentali della Roma hanno lo stesso riferimento. I colori della squadra sono gli stessi del Comune. Il Club dalla sua nascita ha un’identità fusa con la città. Diventare ambasciatore di una città vuol dire fare qualcosa di positivo per questa. Tra queste cose c’è la volontà di completare il nuovo stadio della Roma. Un progetto del genere consentirà di cambiare la proposta di intrattenimento. Il nostro obiettivo è essere identificabili con la città di Roma“.

 

“Ai ragazzi giovani a cui apriamo le porte abbiamo iniziato ad affiancare uno psicologo tutti i giorni perché vivono dentro al centro sportivo e lontano dalle famiglie. Inoltre vivono sotto pressione e in un ambiente competitivo che potrebbe incidere sulle loro personalità. L’obiettivo è quello della creazione del calciatore intelligente inteso con consapevolezza e cultura. Vogliamo dare un patrimonio di conoscenza che possa essere una base solida e una consapevolezza di ciò che si sta facendo ed è alla base del prendere decisioni giuste”.

 

“Abbiamo circa 15 milioni di follower su tutti i social. Il Barcellona ne ha 300 milioni. Nonostante tutta questa differenza un anno fa abbiamo ricevuta una telefonata dal signor Facebook che voleva dirci che il livello di accesso ai contenuti precedenti e successivi all’addio di Totti ha avuto un movimento tale da doppiare eventi come il centesimo gol di Messi. Questo è un indice per valutare l’impatto che una figura iconica può avere sull’impatto ambientale”.

 

“Quando parlavo delle emozioni ho anche detto che sono molto costose. La parte tangibile si misura attraverso i costi. Avremo circa 65 mila persone allo stadio se escludiamo gli spazi di sicurezza. Non so quale sarà il numero di televisioni, ma sarà un evento di incidenza mondiale. Questa mattina è arrivato il presidente Pallotta con i giornalisti a seguito. Questo dà l’idea dell’impatto che avrà questa partita”.