Roma, con una telefonata su Whatsapp si diffonde il panico

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Polizia di Roma

Una telefonata su Whatsapp di una madre, troppo apprensiva, e si diffonde un stato di allarme per tutta Roma. La donna aveva chiamato la figlia per chiederle di non uscire quella sera, perché ci sarebbe stato un attentato a Roma. Nel messaggio la donna riferisce alla giovane di aver ricevuto la notizia da una sua amica che lavora al ministero dell’ Interno, ad essere colpiti saranno soprattutto i luoghi della movida giovanile. Con una velocità spaventosa il messaggio viene diffuso sui telefonini di tutta Italia. Il terrore inizia a diffondersi. Tuttavia, la polizia avverte tramite Facebook del falso allarme, dell’ enorme bufala. Sulla questione interviene anche il premier Renzi: «Chi vuole costringerci a rimanere chiusi in casa, a cambiare vita, non può costringerci a farlo. Ho chiesto agli inquirenti di intervenire e identificare l’autore del finto messaggio su WhatsApp, perchè a mio avviso è procurato allarme». La procura di Roma decide di aprire un indagine.

La figlia appena scopre l’accaduto, contatta la madre che era allo scuro di tutto; preoccupate entrambe per il risvolto giudiziario che la questione stava prendendo, decidono di presentarsi volontariamente alla polizia. La madre confessa di aver inventato tutta la storia dell’attentato per convincere sua figlia e l’amica a rimanere a casa. La telefonata è stata poi registrata e inoltrata, probabilmente dalla figlia o dall’amica di quest’ultima, ad altri contatti Whatsapp, fino a diventare virale. Resta da chiarire come l’amica della figlia sia riuscita a registrare la telefonata sul suo cellulare, essendo vietati per motivi di privacy i dispositivi elettronici sui telefonini che registrano le telefonate in arrivo.