Roma, Emerson Palmieri “Un’emozione essere accostato alla nazionale azzurra”

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La vera rivelazione della stagione giallorossa è Emerson Palmieri, il quale all’inizio della sua esperienza alla Roma si è trovato molto in difficoltà ma che ha saputo rilanciarsi dimostrandosi un terzino di grande talento. Il terzino giallorosso, ha voluto rispondere oggi alle tante domande poste dai tifosi, partendo proprio dall’impatto con la Capitale: “Roma è una bella città, mi hanno colpito la bellezza dei monumenti, le piccole cose. Nei ristoranti si mangia benissimo, non so cucinare poi…mi piace tantissimo il sushi e il mio piatto preferito è l’amatriciana. Numero 33? Mi piace il 3, è il numero del mio compleanno: in Brasile giocavo con lo stesso numero, a Palermo col 13, ma alla Roma erano entrambe occupate e ho preso la 33: sono religioso e sono gli anni di Gesù Cristo. Ho condiviso la mia stanza con Gerson e Bruno Peres: con lui e con i brasiliani ho legato un po’ di più, abbiamo giocato insieme al Santos un anno e mezzo, ma la Roma in generale è una seconda famiglia“.

Proprio il Santos, squadra per cui Emerson ha militato, occupa un posto speciale nel suo cuore: “Tifavo Santos, come mio padre. Ho giocato alla squadra per cui tifavo, un sogno realizzato: il mio desiderio è sempre stato giocare a calcio, da scuola in poi non facevo altro. Ho studiato, sì, ma il calcio è sempre stato il mio sogno, la mia famiglia ha influito tanto“. Brasiliano è anche il suo idolo, “Tanti, ma dico Ronaldo“, mentre tra CR7 e Messi la preferenza è netta: “Leo“.

Sulla stagione in corso e sul giocare con Totti, Dzeko ed El Shaarawy: “Dopo ciò che è successo contro il Porto non pensavo di giocare così tanto, son contento. Ho continuato a lavorare nello stesso modo, ci sono rimasto male ma l’unica soluzione che avevo era lottare ogni giorno e dimostrare che potevo dimostrare il mio carattere, anche se non mi aspettavo una crescita così. Totti? Sono fortunato a giocare con lui: quando non ero nato lui c’era, ho la fortuna di stare al suo fianco e di allenarmi insieme a lui, lo devo ringraziare. Con Dzeko so che posso mettere la palla in area e che lui sarà lì per segnare: anche quando non gioca aiuta molto e come persona mi ha sempre aiutato, è un grande, mentre con Stephan il rapporto è molto buono: ha allegria nel giocare, lui e Perotti sono due fenomeni“.

In chiusura, qualche altra curiosità sulla vita privata, soffermandosi prima sulla possibilità di essere convocato in Nazionale Italiana e… su un altro ex terzino giallorosso: “E’ qualcosa che mi ha emozionato tantissimo: essere accostato alla nazionale azzurra per me è un’emozione, nessuno si aspettava giocassi a inizio stagione. Lasciare il Brasile è stato un po’ difficile all’inizio, non volevo lasciare famiglia, amici e fidanzata, ma volte bisogna sacrificare qualcosa per essere felici. Tatuaggi? Ne ho 3, ma valgono per 10: uno dedicato alla Playstation, al tasto con cui si tira, FIFA è il mio gioco preferito e o gioco a quello o guardo partite. Cafu? Fortissimo“.