Roma-Lazio: il derby “del silenzio”, il meno romano della storia

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FUORI DALLO STADIO
Verrebbe tanto da dire: “Finalmente è arrivato!”. Ebbene sì, mancano 24 ore al match più atteso di questa 12ª giornata di campionato, si parla chiaramente del derby capitolino, quello tra Roma e Lazio, quello che quando arriva lo si sente poiché lo fa scuotendo i programmi del mondo dell’informazione, quantomeno in Italia, e se ne va lasciando ancora la sua scia per qualche giorno nei titoli dei notiziari. Quello che da qualche giorno ha già messo la capitale in subbuglio, trasformando la “città eterna” in una metropoli poliziesca incasinata.
Basti guardare le immagini di quello che sta succedendo intorno allo stadio in queste ore, con la scorta della polizia a fare da cintura intorno al complesso sportivo, per capire che non è un derby come gli altri, è diverso. È diverso in positivo o in negativo? Questo è difficile stabilirlo, avremo più chiarezza solo dopo la giornata di domani, quando il campo avrà parlato, quando ormai la temperatura bollente che anima il centro di Roma sarà ormai scesa. Vedremo quali saranno gli effetti, sulla classifica e nelle strade, dentro e fuori dallo stadio, di un match che comunque è attesissimo, a dispetto delle attese generali che ipotizzano per domani uno scenario dai toni apocalittici.
Sappiamo essere in arrivo i tifosi gemellati del West Ham per la Lazio, a dare una mano ai supporters biancocelesti negli eventuali, ma quasi scontati, scontri per e post gara. Escludiamo il durante, poiché si sa che nel corso dei 90′ il tempo si ferma, tutti gli occhi, e di conseguenza anche le braccia, sono puntati verso il prato verde, verso il pallone in movimento, che sia dagli spalti o dalla TV questo domani avrà poca importanza.
Allarme ultras stranieri reso ancor più forte dalla quasi certa presenza degli ultras provenienti dalla Spagna del Real Madrid e quelli provenienti dalla Polonia del Wisla Cracovia, non proprio degli scolaretti in gita per i musei della capitale insomma.

NELLO STADIO
Si diceva del derby definito “del silenzio” quello tra i giallorossi ed i biancocelesti di domani, domenica 8 novembre, allo stadio Olimpico. Uno stadio generalmente infiammato quando si parla di derby, uno stadio colorato e variegato, ricco di scenografie particolari. Così siamo stati abituati a vederlo l’Olimpico nel corso della storia quando in campo la sfida era per i tifosi un discorso “inter nos”, quando la questione pareva assumere gli accenti di una regolazione di conti in famiglia, tutto fuorché una partita di campionato regolare insomma.
Bene quest’anno non sarà così, poiché il derby 2015/2016 d’andata non segue affatto gli schemi della storia, ma esce anzi molto fuori dalle righe in materia d’abitudini.
Lo stadio domani sarà semivuoto sugli spalti, pochissimi i biglietti venduti, pochissimi gli abbonati che pur avendo a disposizione un libero ingresso decideranno di recarsi allo stadio. La motivazione? Continua la protesta contro il prefetto Gabrielli. Non c’è bisogno di excursus per riepilogare le vicende legate ai dissidi tra prefetto e tifosi, in particolare quelli delle curve, ancor più nel dettaglio quelli della Curva Nord. È un braccio di ferro nel quale nessuno dei due pare inteso a cedere, o meglio, nel quale il prefetto dice di non esserci mai entrato coi fatti, poiché il suo unico intento è la legalità allo stadio, che poco ha a che vedere con le pretese dei tifosi. “Lo stadio deve tornare ad essere un luogo dove si sta da spettatori civili, come a teatro, come ad un concerto, anche in curva” dichiara il prefetto Gabrielli. Allora scatta l’allarme ultras stranieri, costretta la movimentazione delle forze dell’ordine della capitale in toto, con maggiori addensamenti chiaramente nelle zone limitrofe all’Olimpico, con una pianificazione studiata a tavolino da Niccolò D’Angelo.
Insomma un evento più legato alla cronaca, si spera non nera, che al calcio giocato vero e proprio, anche perché questo sarà il derby meno romano della storia, quello che non vede in campo Totti e nemmeno De Rossi, quasi come per un incantesimo, quasi come se i due, capitano e vice capitano rispettivamente da sempre, avessero deciso di unirsi alla protesta, la protesta di un calcio più pulito, un calcio che non infonda timore, che non faccia parlare di sé per gli scontri.

COSA SUCCEDERÀ?
Ma le contese si risolvono con la palla al centro qui a Roma e domani bisognerà vedere chi avrà la meglio in materia di giocate e punti in classifica, importantissimi per la Roma per restare al passo dell’Inter e della Fiorentina pronte a scappar via, ma utilissimi d’altra parte anche alla Lazio per tornare nella zona che contra dalla quale si è un po’ distaccata nelle ultime giornate. Staremo a vedere quindi se e in quale misura in questo derby “del silenzio”, questo derby straniero, bugiardo per certi aspetti ci sarà comunque dello spettacolo sano in campo, che è quello che conta e che rallegra la parte sana dei tifosi, in attesa di un vice Pupone, in grado di trainare la squadra alla vittoria e, magari, anche più in là…