Roma, si finge un giornalista e scatta una foto a un ragazzino davanti a scuola: allarme pedofilia

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Indagini in corso da parte degli agenti del commissariato Tor Carbone dopo l’allarme scattato in seguito alla segnalazione dei genitori di un alunno dell’Istituto comprensivo statale Giuseppe Montezemolo, di via Andrea di Bonaiuto, a Roma, sulla presenza di un presunto pedofilo che avrebbe avvicinato un ragazzino all’uscita da scuola. Si è finto un giornalista della rivista per ragazzi “Focus Junior” mostrando anche un tesserino, evidentemente falso, e con questa scusa ha avvicinato un ragazzino di 11 anni che frequenta la I media, il quale tornato a casa ha raccontato con euforia ai genitori: “Oggi fuori dalla scuola è venuto un signore che mi ha intervistato per un sondaggio: voleva sapere cosa faccio dopo le lezioni e mi ha scattato anche una foto”. Ma ai genitori qualcosa non quadrava, così hanno contattato la redazione di quel giornale per chiedere informazioni, scoprendo che nessun redattore è mai stato mandato davanti a quella scuola, né tantomeno aveva commissionato un sondaggio sugli spostamenti dei ragazzi una volta usciti da scuola intervistando e fotografando minorenni senza alcuna liberatoria firmata dai genitori dei minorenni. Così scatta l’incubo pedofilia.

A quel punto il professor Franco Cavalieri, dirigente della scuola, dopo essere stato contattato dal padre del ragazzino, ha inviato una circolare a tutti i genitori invitandoli a sensibilizzare i ragazzi sui comportamenti di prudenza da tenere al di fuori della scuola.

“È giunta comunicazione di un genitore, che ringrazio per la tempestiva segnalazione, di un avvicinamento di un nostro ragazzo di scuola secondaria da parte di un individuo adulto, ben vestito e garbato, che, qualificandosi come giornalista di <<Focus Junior>> (al riguardo avrebbe mostrato un tesserino), ha posto delle domande per un presunto sondaggio sugli spostamenti dei ragazzi una volta usciti di scuola, scattando anche una foto al ragazzo stesso. Il genitore una volta contattata la rivista e sinceratasi della estraneità della stessa al fatto (il sondaggio), ha provveduto a presentare denuncia all’autorità di pubblica sicurezza”.

Il messaggio di allerta ha cominciato, tramite Whatsapp, a raggiungere anche i genitori di ragazzi di altre scuole di Roma.