Salma Hayek: “Harvey Weinstein per anni è stato anche il mio mostro”

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Salma Hayek, Fonte Foto: Google
Salma Hayek, Fonte Foto: Google

Il caso Weinstein a distanza di mesi fa ancora discutere. Lo scandalo che è scoppiato inseguito alle dichiarazioni delle numerose attrici e collaboratrici, ha dato vita anche al movimento #MeToo. Il coraggio delle donne è stato premiato anche dal TIMES. La rivista ha dedicato l’ultima copertina dell’anno,  a coloro che hanno avuto il coraggio di denunciare. In queste ore, una nuova denuncia si abbatte sul produttore. Questa volta a parlare è Salma Hayek.

L’attrice, in una lunga lettera al New York Times, rivela le molestie subite durante le riprese di Frida e spiega perché non ha parlato prima.

Salma Hayek racconta di essere stata più volte molestata, minacciata e di avere subito pressioni. Il tutto nel 2002, quando inseguiva il suo sogno di realizzare come produttrice e protagonista il film sulla vita della pittrice Frida Kahlo. L’attrice dice di aver detto no a Weinstein, in varie occasioni.

“Harvey Weinstein è stato un cinefilo appassionato, un uomo che amava il rischio, un talento del cinema, un padre amorevole e un mostro. E per anni è stato anche il mio mostro.”Scrive l’attrice, dopo due mesi dalle prime denunce.

Salma, confessa di aver provato vergogna. “Mi vergognavo di spiegare quanto successo ai miei cari.”

L’attrice messicana scrive anche di quando due mesi fa, fu contattata dai giornalisti.Questo autunno i giornalisti, su consiglio della mia cara amica Ashley Judd, mi hanno chiesto più volte di parlare. Di raccontare un episodio della mia vita con il quale, nonostante il dolore, ero convinta di aver fatto pace. Mi ero fatta il lavaggio del cervello pensando che fosse acqua passata.” 

“Mi sono nascosta dalla responsabilità di parlare con la scusa che numerose donne avevano già fatto luce sul mio mostro, non pensavo di fare la differenza.”

Ma in realtà, aggiunge l’attrice: “stavo solo evitando la difficoltà di dover raccontare alcune cose ai miei cari. Perché, quando gli avevo raccontato di essere stata bullizzata, come tanti altri, da Harvey avevo omesso alcuni dettagli. Perché in tutti questi anni siamo stati cordiali con un uomo che mi aveva ferito profondamente. Ero orgogliosa della mia capacità di perdonare.”

Quando tutte le altre vittime si sono fatte avanti, Salma Hayek ha capito che fosse il momento di parlare. E, inoltre l’attrice ha compreso che quel capitolo era ancora una ferita aperta. “Ho dovuto affrontare la mia vigliaccheria e accettare umilmente che la mia storia, per quanto importante per me, fosse solo una goccia in un oceano di dolore”.

La star, oggi 51enne, a questo punto entra nei dettagli. Tornando agli inizi della sua carriera. Era il periodo in cui Weinstein cominciava ad avere il ruolo di una specie di mago del nuovo cinema. Salma spiega che la spinta a proseguire la sua carriera arrivò poi da Frida Kahlo.

Per me divenne una missione raccontare la vita di quell’artista straordinaria. E restituire un’immagine del mio Messico che potesse contribuire ad abbattere gli stereotipi. All’epoca l’impero Weinstein, era sinonimo di qualità, era un vivaio di artisti coraggiosi e provocatori. Tutto quel che Frida rappresentava per me e ciò che io volevo essere”.

Il film le sembrò il progetto perfetto da proporre a Weinstein. “In quel momento tutto ciò che sapevo di lui era che fosse molto intelligente, un amico leale e un padre di famiglia”.

“Lui mi chiese anche di firmare un accordo, in base al quale avrei realizzato altri film con la Miramax, e pensai che questo avrebbe rafforzato il mio status. Non mi interessavano i soldi, ero solo felice di lavorare con lui e nella mia ingenuità pensavo che i miei sogni si stessero realizzando. Mi aveva dato un’opportunità, aveva detto “sì”. Da lì a breve avrei scoperto che sarebbe arrivato il mio turno di dire di no». spiega Hayek.

L’accordo col produttore fu che avrebbe acquistato i diritti del lavoro che Hayek aveva già scritto. E lei, come attrice, sarebbe stata retribuita al minimo sindacale con l’aggiunta di un 10 per cento. Come produttrice, invece, non avrebbe ricevuto alcun pagamento.

Poi, l’attrice scrive di come ha dovuto proteggersi, giorno dopo giorno. “Non aprirgli la porta a qualsiasi ora della notte. Hotel dopo hotel, location dopo location, quando si presentava a sorpresa, incluse location in cui stavo girando film con cui non c’entrava niente. Rispondere no alla richiesta di farsi una doccia con lui, di guardarmi mentre mi facevo la doccia, di farmi un massaggio, di lasciare che un suo amico nudo mi facesse un massaggio, di fare sesso orale, di vedermi nuda con un’altra donna.

Più rifiutava, più lui diventava arrabbiato. Non riuscendo nel proprio intento, Weinstein si vendicò sul progetto di Salma Hayek.

“Passava da momenti in cui mi sussurrava parole dolci all’orecchio alle grida con cui mi minacciava che mi avrebbe uccisa.” Le disse che avrebbe affidato il ruolo a un’altra attrice. Hayek fece ricorso agli avvocati. Lui passò alla controffensiva obbligandola a riscrivere la sceneggiatura gratuitamente, cercare 10 milioni di dollari per finanziare il film, presentare una lista di registi di prestigio, trovare attori famosi per i ruoli minori.

Hayek fu aiutata “dal suo esercito”. Edward Norton che riscrisse tutto e non volle alcun credito, e l’amica Margaret Perenchio, produttrice della prima ora, che trovò i soldi. Julye Taymor accettò di dirigere il film, altri amici accettarono i ruoli minori. Antonio Banderas, lo stesso Norton, Ashley Judd, Geofrey Rush. “Weinstein ora era costretto a fare quel film che non avrebbe voluto fare”.

Con l’inizio delle riprese, le minacce cessarono, ma Weinstein era sempre più furibondo.

“Un giorno si presentò sul set, fece uscire tutti tranne me. Mi disse che io funzionavo solo perché ero sexy e che in quel film non c’era nulla di sexy. Minacciò di bloccare le riprese di un film che nessuno sarebbe andato a vedere. Per continuare mi offrì un’opzione. Avrei potuto finire il film se avessi accettato di girare una scena di sesso con un’altra donna.”

Hayek si oppose anche a questo, e trovò un compromesso. Una scena di tango con bacio finale. Ma nel giorno del ciak, l’attrice ebbe un esaurimento nervoso.

“Il mio corpo ha cominciato a tremare in modo incontrollabile, ho cominciato a piangere… incapace di fermarmi. ” Tutti rimasero sorpresi, nessuno conosceva i suoi trascorsi con il produttore.

Dopo la fine delle riprese e la distribuzione, lui non le offrì mai più un ruolo da protagonista.

Anni dopo, a un evento l’attrice lo incontrò. “Mi disse che aveva avuto un infarto, che aveva smesso di fumare. Che si era innamorato di Georgina Chapman e che era un uomo molto diverso”.

E ancora: “Quando lo vedevo pubblicamente, sorridevo e provavo a ricordare le cose belle di lui, ripetendo nella mia mente: Sono andata in guerra e ho vinto”.

Spero che la mia denuncia, ha concluso l’attrice, “aiuti a capire perché è stato tanto difficile parlare. Le donne stanno parlando ora perché, in questa nuova era, possono farlo”.