Salta il derby? Galli: “Si ascolti la ASL di Milano. Protocolli FIGC? Grossa fesseria!”

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San Siro
Stadio "Giuseppe Meazza" di San Siro. Fonte Wikipedia

La notizia ormai circa con insistenza dopo il moltiplicarsi di nuovi casi di coronavirus tra i calciatori di Serie A. Il derby di Milano, il più atteso e mediaticamente più importante del nostro campionato, è messo a serio rischio dopo i recenti fatti di Juventus-Napoli e un protocollo FIGC che a sole tre giornate dall’inizio della contesa nazionale mostra già tutte le sue fragilità. A parlare ci ha pensato il professor Galli, primario di infettivologia presso l’ospedale Sacco di Milano, raggiunto dai microfoni di Radio Punto Nuovo.

Interrogato sul momento che l’Italia si ritrova a dover fronteggiare, il medico non si è tirato indietro e ha candidamente ammesso: “E’ un momento molto difficile con una serie di segnali che ci impongono di invertire una tendenza. Per passare la nottata non dobbiamo stare fermi: spero si possano avere ancora le partite di calcio, che sono anche di conforto. Ma, è irragionevole correre dei rischi, ragionevole invece è fare le cose con giudizio”.

Il caso di Juventus-Napoli ha colpito anche il professore che esprime piena solidarietà ai partenopei e riconosce la bontà della decisione dell’ASL Napoli 1. “Non sono anti juventino, sono interista di terza generazione è il calcio è anche passione. Se si vuole mantenere quel minimo di sportività bisogna dire che i protocolli scricchiolano alla luce di un’autorità che dice di una squadra che non si poteva muovere da Napoli e non poteva andare a Torino. In questi momenti il protocollo datosi dal calcio non regge: anche perché alle volte ho la sensazione che ci sia un utilizzo di comodo della norma. L’intervento delle Asl è inevitabile ed è stabilito dal decreto vigente”, dichiara il medico

Derby a rischio dunque? Anche su questo il parere del professore rimane possibilista. “Mi aspetto di tutto, con una situazione che potrebbe coinvolgere la Asl di Milano. I contatti dovrebbero essere quarantenati e quindi l’intera squadra dovrebbe essere quarantenata. Nel momento in cui c’è una prima positività e poi le seconde ci devono essere necessariamente allenamenti individuali, così nuovi positivi evidentemente vanno a riguardare solo quelli che sono i contatti diretti del già precedentemente quarantenato. Il protocollo della Figc fa una grossa fesseria sulla questione dell’isolamento”.

Intanto in una nuova tornata di test tra i giocatori non partiti per gli impegni con le rispettivi nazionali sono risultati positivi Radja Nainggolan e Roberto Gagliardini. Per loro scatta da oggi l’isolamento fiduciario che gli farà saltare il match contro il Milan e la gara d’esordio in Champions League contro il Borussia Moenchengladbach.