Salvini dice sì alla cittadinanza per Ramy: «È come mio figlio»

Il ministro dell'Interno dice sì alla cittadinanza italiana al bimbo eroe: «Per atti di bravura e coraggio le leggi si possono superare». Di Maio: «Felice di averlo convinto»

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Ramy Shehata
Ramy Shehata, youtube

«Sì alla cittadinanza a Ramy perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare».

Queste le parole del Ministro dell’Interno Matteo Salvini nella registrazione del «Maurizio Costanzo show» a proposito del ragazzino che ha dato l’allarme ai carabinieri.

Queste dichiarazioni vanno in senso contrario rispetto a quelle di poche ore fa, quando il Ministro aveva detto che «non c’erano elementi» per dare la cittadinanza al bambino.

Il vicepremier Di Maio ha poi commentando l’annuncio del Ministro dell’Interno:

«Nei giorni scorsi avevo inviato una lettera proprio ai ministeri competenti per chiedere loro di conferire la cittadinanza per meriti speciali al piccolo Ramy. Sono felice di aver convinto anche Salvini sulla cittadinanza a questo bambino».

Lo stesso Di Maio aveva già auspicato che la cittadinanza venisse concessa a Ramy «senza girarci troppo intorno».

«Prendiamo atto che finalmente anche Salvini si è convinto. Questa è la ennesima dimostrazione di come questo governo possa viaggiare compatto per i cittadini» ha commentato il ministro della Giustizia Bonafede.

Il tredicenne ha appreso la notizia mentre era ospite insieme al padre a «Un Giorno da Pecora»: «Sono contento, ringrazio Matteo Salvini e Luigi di Maio» ha detto.

Mio figlio Ramy ha una faccia felice

Il padre, Kaled Shehata, ha commentato: «Salvini ha appena detto sì alla cittadinanza per mio figlio Ramy? Io non ne so ancora niente, se fosse così sarei contentissimo, e sarà contento anche mio figlio Ramy, che è qui con me, ha una faccia felice ed è contentissimo».

Aggiunge: «Ha fatto i salti di gioia, non se l’aspettava. Ramy è stato un eroe e l’Italia glielo ha riconosciuto. Ho apprezzato molto le parole di Salvini che lo ha considerato come suo figlio».

E dopo le parole di Salvini parla è anche il padre di Adam El Hamami, l’altro ragazzino eroe di origini egiziane che ha chiamato i soccorsi dall’autobus. «Sarebbe bello che dessero la cittadinanza anche a mio figlio Adam, che, come si è sentito anche dalle registrazioni delle telefonate al 112, ha chiamato i soccorsi. Adam è un ragazzo sensibile ed è rimasto molto male del fatto che tutti, anche a scuola, parlino del compagno ma non di lui» ha detto Khalid El Hamami, suo padre.

L’invito al Viminale

Salvini ha inviato al Viminale cinque dei bambini della scuola media «Vailati», che erano a bordo dello scuolabus, e dodici Carabinieri che sono stati impegnati nelle operazioni di salvataggio.

Il ministro dell’Interno incontrerà Adam, che dopo aver nascosto il suo cellulare è riuscito a chiamare i Carabinieri, Aurora, presa in ostaggio, Fabio, che si è rivolto direttamente a Ousseynou Sy cercando di dissuaderlo, Nicolò, che si è offerto come ostaggio, e lo stesso Ramy.