Saturazione terapie intensive a più del 30%, situazione critica in 8 regioni

0
Terapie intensive più libere, Ridotti i decessi, Branco in terapia intensiva, Giovani positivi, COVID al Cotugno, Variante COVID sudafricana a Varese, Allarme terapie intensive, Saturazione terapia intensiva, Medici positivi, Sovraffollamento delle terapie intensive
Terapia intensiva, Fonte Wikimedia Commons

Con il nuovo Dpcm annunciato ci auguriamo che i contagi in Italia diminuiscano. Intanto però la saturazione delle terapie intensive ha raggiunto livelli critici. Troppi pazienti positivi con conseguente difficoltà per le strutture nell’accoglierli e curarli tutti. Questo soprattutto in 8 regioni ben specifiche.

ALLARME ROSSO – Se molti ospedali italiani si stanno avvicinando alla soglia del 30%, che è superiore rispetto alla normale media di 28%, l’allarme rosso è scattato in località già in difficoltà. Più del 30% in Campania(33%), Piemonte(34%), nelle Marche(35%), in Toscana(39%), Lombardia(42%) e nella provincia autonoma di Bolzano(42%). Ed infine in Umbria(47%) e in Valle d’Aosta(60%).

Le regioni citate hanno quindi raggiunto la “lista nera”. Lista che elenca le zone con un possibile vero e proprio crollo ospedaliero. Una situazione particolarmente preoccupante per il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Italiani, Filippo Anelli.

«La preoccupazione dei medici è che questa seconda ondata non sia una mareggiata, ma uno tsunami che potrebbe travolgere il sistema sanitario. Per questo chiediamo al governo misure più aggressive. Il problema oggi – continua Anelli – riguarda la tenuta del sistema sanitario, perché l’occupazione progressiva dei posti da parte di malati Covid riduce via via la possibilità di garantire cure agli altri ammalati. Andando avanti così, la situazione potrebbe sfuggirci di mano».

REGIONI QUASI AL LIMITE – Purtroppo la saturazione delle terapie intensive è vicina anche per altre regioni. Quelle meno a rischio per ora sono il Veneto con 16%, la Basilicata con 20% e il Friuli Venezia Giulia con 21%. Mentre l’Abruzzo, il Lazio e la Calabria raggiungono la vetta del 22%, in confronto a Puglia, Sicilia e Sardegna che invece si arrivano al 24%. Le località dove invece i posti letto cominciano seriamente a scarseggiare sono l’Emilia Romagna con un’occupazione del 25% e la Liguria con ben 27% di letti occupati.