Scampia: serie di furti distrugge il tributo a Fabrizio Dè Andrè

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L'inaugurazione dell'auditorium a Scampia
L'inaugurazione dell'auditorium a Scampia

Ieri il palco dell’auditorium di Scampia si è illuminato in onore di Fabrizio De Andrè. Studenti e docenti hanno cantato e suonato “Bocca di rosa”, “Amore che vieni amore che vai”  e “Quello che non ho”. Tra quei visi e quelle voci dovevano esserci anche i ragazzi dell’istituto comprensivo Pertini-Don Guanella, ma ancora una volta gli è stata negata la possibilità di essere ciò che desideravano. Nel giro di una settimana una banda di delinquenti ha derubato e distrutto tutti gli strumenti della scuola in via Ghisleri. Lasciando questi giovani cantautori con un pugno di mosche in mano.

“Il primo episodio- riprende la professoressa De Giorgio –  è avvenuto sabato 19: hanno rubato le chitarre, un proiettore della “lim” (la lavagna interattiva multimediale), un tablet e un computer”. Dopo questo primo evento, sia docenti che studenti, comunque, non si sono lasciati abbattere. In vista dello show le prove sono continuate senza sosta e i ragazzi hanno messo tutto il loro impegno per prepararsi al meglio. Alcuni hanno anche deciso di portare gli strumenti da casa. Poi, però, il sogno è svanito: durante la notte tra il lunedì di Pasquetta e il martedì 29 i delinquenti sono entrati nell’istituto e hanno saccheggiato l’intera scuola. Non si sono lasciati sfuggire nulla. Neanche quei pochi strumenti musicali che erano chiusi in una stanza cinta da un cancelletto di ferro. Non potendo portarli via, hanno deciso di distruggerli lanciando il contenuto di alcuni estintori all’interno della stanza.

La polvere chimica emessa si è depositata sulla tastiera e sul pianoforte a muro, arrivando ad infilarsi fin dentro la cassa armonica. E provocando un guasto, forse, irrecuperabile. «Guardare questa scena è come assistere a un delitto – aggiunge la preside Sciubba – Perché farci questo? Posso capire il furto, ma perché danneggiare irrimediabilmente anche gli strumenti che non avrebbero potuto portar via? Agendo in maniera così spregiudicata, hanno solo danneggiato gli studenti di questa scuola».

Ma la rabbia dei professori e degli studenti non è diretta solo verso questi delinquenti. I piccoli criminali purtroppo esistono, ma una scuola dovrebbe avere i fondi per riuscire a evitare questi disastri. Invece, non una telecamera monitora corridoi e ambienti, né c’è una stanza con catenaccio alle porte, tranne quella musicale. Si vive nella speranza e non nella certezza che eventi come questi non succedano. «Chiediamo da anni – dice scoraggiata la preside dell’istituto, Filomena Sciubba – un servizio di monitoraggio, ma non abbiamo fondi per realizzarlo. Crediamo nel valore culturale di una periferia e sosterremo sempre la rinascita di un quartiere difficile soprattutto grazie alla cultura. Chiediamo soltanto di esser messi nelle condizioni adatte per poter operare e lavorare».

Nonostante l’amaro in bocca, i ragazzi dell’istituto Pertini-Don Guanella hanno deciso di mettere da parte la delusione e di sfilare lo stesso vicino ai loro colleghi. Hanno camminato lungo viale della Resistenza dinanzi a Dori Ghezzi, al sindaco Luigi de Magistris e ad una platea di studenti. Senza i loro strumenti, ma con la testa alta.