Scavi di Pompei, il Dna rivela l’abbraccio del calco tra due uomini nella casa del Criptoportico

0

Grazie ai fondi stanziati dall’UE per il Grande Progetto Pompei è stata rilevata una interessante scoperta. Il calco rinvenuto nella casa del Criptoportico agli Scavi di Pompei pare riprodurre l’intimo abbraccio fra due uomini. Inizialmente si credeva appartenesse a due donne, morte nell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. .

Le analisi effettuate tramite Tac e studio del Dna, eseguite sui resti ossei contenuti nei calchi di gesso degli antichi pompeiani, non sono ancora terminate. Ne dà l’annuncio il professor Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza di Pompei. La straordinaria scoperta è stata effettuata durante i lavori di messa in sicurezza e recupero degli Scavi.

Il calco fu analizzato per la prima volta dall’archeologo Vittorio Spinazzola agli inizi del Novecento. Seguirono numerosi studi e a giugno si avranno i risultati di un’analisi ancor più dettagliata. Il professore Stefano Vanacore, collaboratore della ricerca agli Scavi di Pompei, afferma con certezza che i due soggetti non siano parenti. Con molta probabilità il più giovane, che affonda il capo nel ventre dell’altro, ha 18 anni. Dell’altra figura distesa non si può ancora stabilire con sicurezza la sua identità. Nel caso in cui si dovesse confermare il sesso maschile per entrambi i soggetti, potrebbe essere plausibile l’ipotesi che i due fossero amanti. Di questo aspetto nessuno potrà mai averne certezza, ma data la loro posizione, una tale idea non può essere evitata.

Ciò che è certo è che non si tratti di due donne e che il loro rapporto non fosse materno. Tuttavia non potrà essere la scienza a concludere quale tipo di legame affettivo unisse le due vittime. L’analisi del Dna su campioni costituiti da un dente e da frammenti ossei, previa pulizia e polverizzazione, non può indagare anche le presunte relazioni.

Quanto emerso dai recenti studi dimostra come la storia passata possa continuare a stupire chi la ama.