Il collegamento tra registratori di cassa e Pos sta iniziando a produrre effetti concreti nella lotta all’evasione fiscale. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati registrati circa 220 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, facendo emergere un imponibile aggiuntivo arrivato a 11,8 miliardi di euro
Lotta all’evasione fiscale
Il nuovo sistema è entrato in vigore all’inizio dell’anno ed è diventato pienamente operativo da marzo. L’obiettivo è rendere più semplice il confronto tra i pagamenti effettuati con carta o bancomat e gli scontrini emessi dagli esercizi commerciali. Nei mesi di luglio e agosto, in particolare, sono emersi quasi 60 milioni di scontrini aggiuntivi e 2,7 miliardi di euro di imponibile.
La cifra non significa però che nelle casse dello Stato siano già entrati 11,8 miliardi di euro. Applicando un’Iva media ipotetica del 18%, il gettito potenziale sarebbe di circa 2,1 miliardi, ma il calcolo effettivo dipende da diversi fattori, tra cui l’Iva detraibile e il regime fiscale adottato dagli esercenti.
Una situazione in rientranza
Anche le entrate Iva hanno registrato una crescita: nei primi sette mesi dell’anno l’imposta sugli scambi interni è aumentata di 2,7 miliardi rispetto al 2025. Non è però possibile attribuire direttamente questo risultato al nuovo collegamento tra Pos e registratori.
Per valutare gli effetti sulle imposte dirette bisognerà attendere le dichiarazioni fiscali del 2027. Intanto, l’incrocio dei dati offre al Fisco uno strumento in più per individuare eventuali anomalie e concentrare i controlli sulle situazioni che presentano maggiori differenze.
