Scotty Moore: è morto il chitarrista inventore con Elvis del rock’n’roll

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Scotty Moore (a sinistra) con Elvis Presley
Scotty Moore (a sinistra) con Elvis Presley

Era l’uomo dietro a Elvis Presley, quello che metteva la firma dietro a quei riff di chitarra che infuocavano le platee e che hanno fatto la storia della musica. Scotty Moore è una delle figure fondamentali del rock’n’roll, un chitarrista profondamente influente, che ha contribuito a far diventare Elvis Presley “The King”. Moore, in cattive condizioni di salute negli ultimi mesi, è morto martedì nella sua casa di Nashville ad 84 anni. La notizia della morte di Moore è stata confermata da diverse fonti, tra cui l’amico di Moore, Matt Ross-Spang, l’ingegnere del suono della storica “Phillips Service Recording Studio” di Memphis.

Insieme con il bassista Bill Black, Moore era un membro della band originale di Elvis, The Blue Moon Boys, ed ha suonato sui suoi epocali 45 giri editi dalla Sun Records, per poi continuare a lavorare con Presley con la RCA. Il suo modo di suonare ha contribuito a formare un genere (il rock’n roll) e diverse generazioni di musicisti, da Jimmy Page dei Led Zeppelin a Jack White dei White Stripes.

Winfield Scott Moore III nacque il 27 dicembre del 1931, in una fattoria situata a metà strada tra Gadsden e Humboldt, in Tennessee. Moore, era il più giovane di quattro fratelli e  cominciò a suonare la chitarra all’età di 8 anni. Nel 1948 a sedici anni, si arruolò in marina, dove prestò servizio in Corea e Cina. Fu congedato nel 1952, dopo di che si trasferì a Memphis. La sua carriera professionale iniziò il giorno in cui formò con Doug Poindexter i Starlite Wranglers, un sestetto country-western che comprendeva anche il futuro bassista di Elvis, Bill Black con cui registrò un singolo per la Sun Records, nel 1954.

Pochi mesi dopo la pubblicazione del singolo con i Starlight Wranglers, Moore incontrò Presley, invitandolo a casa sua per un provino informale con Black.
La sera seguente, il trio si presentò alla Sun Records e in una pausa dalle registrazioni, sbalordì tutti suonando pezzo che cambiò per sempre la storia della musica: “That’s All Right“. Il big bang del rock’n’roll, che con i successivi  “Mystery Train“, “Hound Dog“e “Blue suede shoes” rappresenta l’apice del genio chitarristico di Moore.