Sea Watch, Carola Rackete è libera. Gip: “Decreto sicurezza non applicabile alle azioni di salvataggio”

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Carola Rackete (fonte Instagram)

Carola Rackete è libera. Il gip di Agrigento, Alessandra Vella, non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch in quanto avrebbe agito “per adempiere il dovere di portare in salvo i migranti“. Il gip ha escluso la sussistenza del reato di resistenza e violenza a nave da guerra e ha considerato il reato di resistenza a pubblico ufficiale giustificato dalla scriminante dell’aver agito “nell’adempimento di un dovere“, cioè quello di salvare vite umane in mare.

E’ stata dunque revocata la misura degli arresti domiciliari, disposta dalla procura che aveva chiesto la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento.

Il gip aggiunge inoltre che la scelta del porto di Lampedusa non è stata strumentale, bensì obbligatoria perché i porti della Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri. La Vella ha anche precisato che il Decreto sicurezza bis “non è applicabile alle azioni di salvataggio“, in quanto lo stesso si rivolge esclusivamente alle condotte degli scafisti. “Il dovere di soccorso dei naufraghi non si esaurisce con la mera presa a bordo dei naufraghi, ma nella loro conduzione al porto sicuro più vicino“, ha concluso. “Si tratta di una sentenza politica“, ha commentato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Nel corso di una conferenza stampa congiunta delle Ong, Alessandro Metz di Mediterranea Saving Human ha dichiarato: “Noi facciamo monitoraggio nel Mediterraneo. Se dovessimo trovarci in una situazione in cui siamo l’unica imbarcazione che può svolgere il salvataggio, agiremo come ci impone la legge del mare. Faremo quello che è previsto dalle normative che ci obbligano a comportarci in un certo modo, come ha fatto la Sea Watch. È così che abbiamo fatto e così faremo“.

La procura di Agrigento ha intanto negato il nulla-osta all’allontanamento di Carola dall’Italia fino al 9 luglio, quando la comandante sarà interrogata dai pm che la indagano per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.