Seconda guerra mondiale, storia di un bisnonno ritrovato a Dachau

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Mi chiamo Giovanni, sono uno studente di Scienze Politiche, nato ad Ischia nel 1994. Sono un ragazzo come tanti, con sogni ed ambizioni per il futuro. Ma oggi voglio parlarvi del mio passato e di quello della mia Famiglia.

Un padre mai ritornato da Dachau

Mio nonno Giovanni, era un Ispettore-Capo della Polizia di Stato nato a Nimis (Udine) nel 1931. Nel mese di Agosto del 1944 si trovava con la famiglia nel paese natio, un ridente, ameno e tranquillo paese a circa 15 km a nord di Udine, ora situato a pochi kilometri di distanza dal confine sloveno (ex Jugoslavia).  In quel periodo gli scontri tra partigiani e tedeschi nel suo paesino erano aspri e cruenti, i primi riuscirono a sferrare un violento attacco preceduto da un intenso bombardamento con mortai, contro il presidio tedesco, dopo una notte di combattimenti, i partigiani riuscirono ad occupare il paese, istituendo poi una “zona libera” con proprie amministrazioni. I tedeschi in risposta ai partigiani mandarono carri armati, cannoni e nuove reclute, dopo un’accanita guerriglia i nazisti riuscirono ad avere la meglio. Occupato il paese i tedeschi costrinsero la popolazione ad evacuare, rastrellando e catturando molti uomini. Tra questi, sfortunatamente, vi era anche il mio Bisnonno Giobatta, classe 1899, il  quale assieme ad altri 40 sfortunati, facenti parte della “prima spedizione”, stipati in carri bestiame, dalla stazione di Udine, il 4 ottobre 1944, vennero inviati nel famigerato campo di concentramento di Dachau. Da allora del mio bisnonno non si ebbero più notizie,  vani furono  tutti i tentativi fatti da mio nonno ai comandi tedeschi e alla Croce Rossa. Era scomparso senza lasciare alcuna traccia. Solo dopo dodici anni di intense ricerche, un laconico comunicato informava che il mio bisnonno era deceduto nell’ex campo di concentramento di Dachau in Baviera, il 1°maggio 1945, subito dopo la liberazione.

La sofferenza di mio nonno e il suo grande sogno

Per tutta la vita mio nonno ha convissuto con la tragica scomparsa del padre, già da piccolo leggevo nei suoi occhi un dolore lungo decenni. Della sua storia non sapevo nulla, fu lui a 14 anni a raccontarmi tutto. Non potete immaginare quanta sofferenza e rabbia c’era nelle sue parole. Mi parlò anche del suo grande sogno, mi disse che da anni voleva partire per Dachau per portare un fiore sull’altare in memoria del padre scomparso.

Il sogno realizzato, il bisnonno ritrovato

Purtroppo mio Nonno non riuscirà mai a partire per la Germania complice un tremendo tumore che non gli ha dato tregua fino agli ultimi istanti della sua vita. Però il destino ha voluto che questo suo grande desiderio lo realizzassi io, suo nipote e suo omonimo. Ad agosto ho visitato il campo di concentramento di Dachau e non potete nemmeno immaginare cosa ho provato varcando il cancello, li scorreva il mio sangue e quello di tanti martiri che hanno perso la vita per la follia di un gruppo di uomini. Il destino ha voluto che io trovassi nei registri di Dachau il mio caro Bisnonno, trovai la data di morte certa e anche la sua mansione nel campo, un momento bello ma allo stesso tempo terribile. Non mi rimase altro che pregare e piangere per il mio bisnonno e per le tante vite strappate in quel posto infernale. Ancora ora non riesco a credere che l’uomo sia capace di tanta brutalità e orrore.

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Ma io sono diverso da loro, e proprio per questo che a distanza di 72 anni e per dare pace all’anima di mio nonno, perdono gli assassini del mio caro Bisnonno.

CHE NON ACCADA PIU’