Seconda ondata, Ryanair corre ai ripari: taglio del 20% sui voli di settembre e ottobre

Le numerose perdite hanno spinto l'amministrazione a preparare un piano di esuberi che coinvolgerà circa 3.000 posti di lavoro

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Aerei Ryanair. Foto fonte Pixabay

L’amministrazione di uno dei colossi dei voli low-cost, Ryanair, ha fatto sapere di aver preso la decisione di rinunciare al 20% dei voli programmati per settembre ed ottobre. La causa sarebbe stata la scarsa domanda dovuta, secondo gli analisti dell’azienda, al timore di una seconda ondata di Covid-19.

L’amministrazione ha sottolineato che tutti i passeggeri di settembre sono stati già informati dell’avvenuta cancellazione, mentre quelli che avrebbero dovuto viaggiare nel mese di ottobre verranno presto informati.

Le cancellazioni interesseranno soprattutto il traffico aereo di Francia, Spagna e Svezia, ma anche dell’Irlanda, ha spiegato l’amministrazione, che non ha risparmiato critiche nei confronti dei Governi che hanno imposto la quarantena a Paesi “Che hanno tassi di casi Covid-19 inferiori negli ultimi 14 giorni rispetto all’Irlanda”, come Germania e Regno Unito.

La compagnia, inoltre, ha dichiarato che “Test adeguati negli aeroporti e un tracciamento efficace – come vengono effettuati in Germania e in Italia – sono l’unico metodo realistico e proporzionato per controllare i viaggi aerei intra-Ue in maniera sicura, limitando efficacemente la diffusione del virus Covid-19”.

Le numerose perdite, che erano state già annunciate in precedenza e che ammontavano circa a 185 milioni di euro nei mesi compresi tra aprile e giugno, hanno convinto inoltre la compagnia aerea amministrata da Michael O’Leary a preparare un piano di esuberi che interesserà circa 3.000 posti di lavoro.