Serie A, il presidente Dal Pino: “Il campionato continuerà anche in caso di lockdown!”

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Sede FIGC Roma, fonte Wikipedia Commons
Sede FIGC Roma, fonte Wikipedia Commons

Paolo Dal Pino, presidente della Lega Serie A, ha parlato ai microfoni della La Politica nel Pallone sull’emittente radiofonica web Gr Parlamento. Oggetto delle dichiarazioni è stato il possibile scenario che potrebbe verificarsi in Italia in vista di un lockdown generalizzato. Ecco dunque le sue parole.

In caso di nuovo lockdown il campionato di Serie A continuerà? Certamente sì, non vedo motivo per interromperlo. Ho scritto al Governo e non ho mai ricevuto una risposta scritta. Stessa cosa vale per Gravina. Vedo che in Inghilterra il premier Johnson si sta occupando direttamente di alcune tematiche della Premier, lo stesso è successo con la Merkel in Germania.”

Il calcio non è solo un’industria molto importante ma è anche nel DNA dell’Italia. Credo che la banalizzazione del calcio faccia male a tutti, è un elemento importante nella nostra cultura e nella nostra società.”

“Dal governo mi aspetto soprattutto sensibilità, ci sono 32 milioni di italiani che seguono questo sport con entusiasmo. E’ una industria importante ma che va oltre questo valore, mi aspetto attenzione e cura, quando parliamo di differimento di termini di pagamento, e stiamo cercando di occuparci peraltro da soli del nostro futuro.”

Non abbiamo chiesto soldi allo Stato. Abbiamo inoltre chiesto la reintroduzione, per i prossimi 24 mesi, del betting. L’eliminazione del betting ha sottratto alla casse della Serie A valori molto importanti, perché è un elemento di sponsorizzazione importante che in tutti gli altri Paesi d’Europa esiste, e questo costa zero allo Stato italiano, è il riconoscimento una voce potenziale di ricavo che in un momento come questo è fondamentale.”

“Noi dobbiamo fare il nostro, dobbiamo rivedere il nostro business model, trasformare la Lega Serie A in una media company, e prenderci in mano il nostro futuro. A questo do molta importante perché bisogna fare un lavoro in casa per ridare un indirizzo strategico forte alla Lega.”

Noi abbiamo perso circa 600 milioni quest’anno, dovuto alle misure restrittive, abbiamo chiesto che ci siano delle misure di ristoro, noi paghiamo oltre un miliardo di contributi all’anno, e la nostra richiesta è stata solo quella di differire i termini di pagamento. Evitiamo le banalizzazioni, ci sono 300mila persone che lavorano in questa industria che in questo momento sono in grandissima difficoltà”.