Serie A, in difesa degli arbitri

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Se gli allenatori e, più in generale, gli addetti ai lavori, parlassero meno di arbitri e più delle proprie colpe, sarebbe meglio. Gli arbitri: una categoria tanto maltrattata ma che, spesso, svolge il ruolo di parafulmine per chi sbaglia un goal o un cambio. Prendete, ad esempio, Juventus-Roma dello scorso anno: quella, per intenderci, del violino di Garcia. Vero, Rocchi sbagliò alcune decisioni, ma nessuno – all’interno dell’ambiente giallorosso – si chiese una semplice cosa: perché Bonucci all’85’ fu lasciato libero di calciare da fuori areaMolto più semplice scagliarsi con gli arbitri. Ma non è solo un caso, ovviamente, che riguarda la Roma. Anzi.

Passiamo a Juve-Napoli, finita 1 a 0 grazie ad un goal di Zaza all’88’. Beh, partiamo da un punto: la voce circolata che la partita sarebbe irregolare perché l’ex Sassuolo nella partita contro il Genoa è stato espulso e quindi essere squalificato per due giornate saltando la sfida con i bianconeri è una scemenza. Per non dire altro. L’articolo 19 comma 10 del Codice di giustizia sportiva dice testualmente: “Al calciatore espulso dal campo, nel corso di una gara ufficiale della propria società, è automaticamente applicata la sanzione minima della squalifica per UNA gara da parte degli Organi della giustizia sportiva, salvo che questi ritengano di dover infliggere una sanzione più grave“. Inoltre, guarda caso, si è omessi di dire che anche Mertens l’anno scorso fu espulso contro il Sassuolo ma ebbe una sola giornata di squalifica. Ma, ovviamente, parlare di regolamenti, leggi e normative (insomma, parlare citando atti ufficiali) non dà i click sperati. O i follower desiderati. E nessuno ti si fila. Meglio far parlare la pancia e dire ciò che – mediamente – i tifosi vogliono sentirsi dire.

Chiudiamo con gli stipendi: sapevate che il salario degli arbitri non arriva a 100mila euro all’anno senza il forfait di 3800 euro per ogni partita (80mila annui, esclusi, appunto i 3800 euro per ogni match)? A rivelarlo è il direttore di gara Rocchi in un servizio de “Le Iene”. Gli assistenti in serie A guadagnano 1080 euro a partita e il quarto uomo 800. In ogni caso, potrete vedere la tabella qui. Ovviamente, questo è il massimo che potrebbero guadagnare poiché, ovviamente, oltre la Serie A in Italia non c’è niente e più della Champions League non si può andare. Vi sembrano tanti? Certo, per un operaio, un impiegato, un docente e la stragrande maggioranza delle categorie professionali in Italia sì. Ma gli arbitri guadagnano infinitesimamente meno dei calciatori.

Ah, dimenticavamo: ci avete fatto ad un aspetto? Negli ultimi scandali riguardanti il calcioscommesse, nessun arbitro è stato coinvolto, come ha sottolineato Tavecchio. Quanti calciatori? Beh, calcolateli voi.