Sessanta anni di mistero per il “Tullimonstrum”. Finalmente la svolta

Esso è vissuto 307 milioni di anni fa aveva delle branchie e una sorta di rudimentale midollo spinale.

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Tullimonstrum

Nel 1958 furono rinvenuti i primi fossili di un enigmatico animale. Il collezionista dilettante Francis Tully ne portò i ritrovamenti al Field Museum di Chicago. Tutti i paleontologi rimasero interdetti dato l’aspetto della creatura era piuttosto insolito: un corpo lungo circa cinque centimetri che terminava anteriormente in una sorta di proboscide dotata di otto piccoli denti aguzzi, un paio di pinne situate nella parte posteriore del corpo, ed anche una probabile pinna dorsale di cui però non è possibile una chiara identificazione dato che la conservazione dei tessuti molli non l’ha permesso.

In mezzo secolo di ricerche, il “Tullimonstrum” è rimasto un animale misterioso, senza alcun evidente collegamento con alcuna creatura vivente o estinta. Ulteriormente insolita la sua conservazione sotto forma di fossile: la creatura, una volta morta, veniva rapidamente sepolte dal fango e i batteri producevano diossido di carbonio (anidride carbonica: un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno) nei sedimenti attorno ai suoi resti. Il diossido insieme al ferro dell’acqua intorno ai resti ha formato noduli di siderite (un minerale) che creavano un calco permanente. Infatti fu appunto ritrovato nel Mazon Creek che è considerato uno dei migliori giacimenti a conservazione eccezionale del mondo.

Francis Tully ed il suo ritrovamento.
Francis Tully ed il suo ritrovamento.

Ma finalmente tutti i nodi vengono al pettine e a quasi 60 anni dalla scoperta possiamo trovare il suo aspetto descritto sulla rivista Nature. Utilizzando tecniche di analisi ai raggi X i ricercatori sono riusciti a vedere dettagli che non potevano prima essere notati.

Esso è vissuto 307 milioni di anni fa aveva delle branchie e una sorta di rudimentale midollo spinale. Il gruppo che lo ha, mai come oggi, descritto sulla rivista è coordinato da Victoria McCoy dell’Università di Yale, e proprio la ordinatrice dichiara che è un organismo così diverso dai suoi cugini moderni che è difficile capire come sia vissuto. Ella crede avesse occhi grandi e molti denti e che fosse probabilmente un predatore.

Il bizzarro animale marino preistorico è insomma un vertebrato simile alla “lampreda” (vertebrato acquatico privo di mandibola) con tante domande ancora senza risposta, come ad esempio il periodo delle sue prime apparizioni sulla Terra ed anche a quando risale la sua definitiva estinzione.