Sfogo Di Canio, Sky ipocrita: allontanamento ingiusto e mortificante

L'ex attaccante della Lazio torna a parlare dello scontro con Sky.

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Tutta colpa di un tatuaggio. A circa dieci giorni dalla sospensione della collaborazione tra la piattaforma satellitare Sky e Paolo Di Canio, a causa di una foto postata sui social che lo ritraeva a maniche corte ed un tatuaggio con la scritta “DUX” in vista, l’ex calciatore di Lazio e West-Ham è tornato a parlare della vicenda che lo ha visto protagonista, affermando di essere profondamente amareggiato circa l’epilogo di quanto successo. Secondo quanto riporta ilsecoloxix.it, infatti, Di Canio ha voluto chiarire la situazione: “Non posso rimanere in silenzio, ho atteso fino ad oggi che l’azienda si rendesse disponibile a chiarire assieme a me i contorni, semplicissimi, dello spiacevole inconveniente, così che potessi riprendere il mio lavoro come ritengo che fosse sacrosanto; ma niente“.

La questione ha diviso l’opinione pubblica sui social, con molti, tifosi e non, che hanno preso le sue difese: “Quello che più mi indigna è l’ipocrisia di chi finge di scoprire solo adesso il certe mie idee, arcinote da sempre“. “Non è un mio errore” spiega, “E’ una banale svista di un collaboratore dell’emittente, in un momento di pausa, alcune ore prima dell’avvio della diretta, senza notare che la foto mi mostrava con il bicipite scoperto e con quel tatuaggio visibile“. “Una semplice disattenzione, aggiunge, certamente a me non imputabile, ma che non poteva in alcun caso comportare per me, incolpevole, l’allontanamento dal mio lavoro“.

Lo stesso Di Canio ha poi affermato che avrebbe gradito un chiarimento pubblico da parte di Sky, chiarimento che puntualmente non è avvenuto: “Avrei voluto un chiarimento pubblico e congiunto al riguardo. Era il modo più giusto e trasparente per spiegare quanto occorso e superare questa incresciosa situazione, rimettendomi al più presto nelle condizioni di lavorare senza subire ulteriormente un oscuramento, che appare ingiusto e mortificante, della mia persona”.