Il sindaco di Castel Volturno, tifosissimo della Juve, rincara la dose a Sportitalia: “Rifarei quello striscione anti-Napoli! Accuse ridicole su di me!”

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Juve nel mondo. Lo sappiamo che il marchio bianconero è diffusissimo su larga scala. Milioni e milioni di tifosi, sparsi in giro per il mondo, gioiscono per i trionfi, praticamente annuali, della squadra torinese. Ce ne sono anche di illustri e coinvolti in cariche istituzionali. E’ il caso del sindaco di Castel Volturno, luogo in provincia di Caserta e sede ufficiale, tra parentesi, della società sportiva calcio Napoli. Tale Dimitri Russo, infatti, peraltro grande tifoso juventino, è finito nella bufera negli scorsi giorni per una provocazione anti-Napoli, sotto forma di striscione, che ha destato forte scalpore sul territorio.

LA REPLICA –  Il diretto interessato non le ha mandate a dire in questo senso. Le ragioni di quel gesto sono state illustrate ai microfoni di Sportitalia, ospite della trasmissione Calcio € Mercato. Queste le sue scottanti dichiarazioni in questo senso: “Ebbene sì. Sono un grande tifoso della Juve. Lo confermo assolutamente! Ma non per questo sono anti-napoletano, anzi. Assolutamente no. A me si contesta semplicemente il fatto che, essendo del Sud, essendo il sindaco del paese in cui si allena il Napoli, per molti è inconcepibile che io possa essere tifoso della Juve. Questa è una teoria che non condivido perché la passione per il calcio nasce ad un’età infantile, dove si può tifare per chiunque. Mio padre era juventino e sono diventato juventino perché a 4-5 anni mi hanno messo il completino della Juve addosso e da lì l’ho sentito mio. E ne sono orgoglioso. E come tutti gli juventini faccio il tifo, faccio lo sfottò, provoco anche, ma sempre nel rispetto del fatto che stiamo parlando di un gioco. Qualcuno diceva che quello striscione fosse una provocazione e lo era perché lo sfottò, fino a quando rimane su questi toni, va sempre bene. Parliamo di goliardia. Anzi, rivendico pure la paternità di quella frase. Non ho problemi. Io ho mandato due frasi nel gruppo whatsapp di juventini che abbiamo fatto: uno era “grazie per la partecipazione”, oppure, quella frase. I ragazzi ovviamente avranno scelta quella frase. Non mi sembra una cosa volgare ed offensiva, anzi, la trovo simpatica e divertente. La scritta è stata cancellata dopo due minuti. I manifesti contro di me sono ancora ben presenti. Qualcuno ha strumentalizzato la cosa in maniera ipocrita, dicendo che non criticavano il sindaco che è andato lì a festeggiare, a  provocare, ma sostenevano che io avessi avallato un’azione illegale come imbrattare i muri. Questa è pura ipocrisia. Se avessi postato una scritta del tipo “w l’Italia” o “w Napoli”, nessuno avrebbe detto nulla. Io sono juventino e ognuno è libero di scegliere quello che vuole, i problemi sono ben altri. Lo sport deve essere un momento di svago, di sfottò, c’è la provocazione e deve restare così. Non parlo molto con il Napoli, anche se i rapporti con il presidente sono idilliaci!” Una vicenda da cancellare: sport ed esasperazione non possono andare di pari passo!