Fortune, il Sindaco di Riace è tra le 50 persone più influenti

0
sindaco Domenico Lucano

Il punto di inizio e di termine di molte civiltà è stato il mare: la via di accesso e di scampo dai nemici nonché un ottimo rifugio per le antichità, finite in acqua per chissà quale motivo e poi recuperate proprio come è successo per i Bronzi rinvenuti sui fondali da un sub a 8 metri di profondità. Proprio il mare è protagonista di questo articolo, o meglio un piccolo paese che come viene definito dal suo stesso sindaco “si trova nella estrema periferia del mondo” ma che ora si trova a fare da riferimento per l’intera Europa per i suoi metodi di accoglienza e di multiculturalità.

Stiamo parlando di Riace e del suo sindaco Mimmo Lucano che è stato eletto dalla rivista Fortune una delle persone più influenti del mondo, inserito nella stessa classifica con Papa Francesco e Aung San Su Kii. Una cosa di certo inaspettata per il sindaco che, alla notizia, è rimasto molto sorpreso e si continua a chiedere come i giornalisti americani possano aver conosciuto questo paese sulla costa Ionica. In realtà, per chi lavora nel campo, sa che ciò che il sindaco ha creato, potrebbe diventare un sistema che potrebbe essere anche utilizzato in altri paesi per poter integrare i rifugiati che sbarcano in Europa del sud per trovare nuova vita. Mimmo Lucano, infatti, 59 anni ed ex insegnante ha realizzato un modello di ospitalità studiato in tutta Europa, un programma che vede l’integrazione sostenibile come protagonista indissolubile dei progetti che ha sviluppato in quella piccola terra, rivitalizzando non solo l’economia ma anche l’intero tessuto sociale di un borgo che sembrava destinato a svuotarsi

“Non ci sono ricette, misure o programmi definiti e non so nemmeno se quello che ho fatto è replicabile altrove: forse è tutto una casualità e un avventura di cui all’inizio non conoscevo nemmeno i rischi ma l’occasione mi ha guidato” afferma il sindaco che non nasconde di essere fiero dei risultati fino ad ora ottenuti: “E’ una comunità felice perché l’inclusione conviene a tutti. Ne godono non solo i rifugiati che trovano casa e botteghe, ma anche i residenti che hanno la possibilità di riaprire servizi e poter utilizzare la scuola. La natalità supera la mortalità e in questo modo è rinato il centro storico. Sono soprattutto felice di sentirmi utile: non voglio poltrone ma solo fare il bene della mia gente”.

La sua esperienza non possiamo che definirla, fortunatamente, contagiosa: seguendo l’esempio di questo sindaco calabrese, anche Caulonia e Stignano hanno aperto le case disabitate ai profughi e offrono assistenza sanitaria e legale, permettendo di allargare la Rete dei comuni solidali e dando spazio anche al turismo solidale in forte crescita: i visitatori della costa ionica, infatti, possono soggiornare nelle case recuperate del borgo, condividendo parte delle proprie giornate con gli abitanti del luogo di oltre 20 etnie diverse.