Siria, attacco di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. La Russia annuncia “conseguenze”

L’attacco è avvenuto nella notte ed è durato circa un’ora. Colpiti un centro di ricerca a Damasco, un deposito per lo stoccaggio di armi chimiche e un centro di comando a Homs

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Foto da Wikimedia Commons

A una settimana esatta dagli attacchi con gas chimici di Douma, il presidente degli U.S.A. Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti, unitamente a Francia e Gran Bretagna, hanno lanciato una serie di bombardamenti in Siria.

In diretta televisiva alle ore 21 di Washington, Trump ha dichiarato al Paese e al mondo che “Il nostro obiettivo è distruggere le capacità del regime siriano di lanciare armi chimiche, e andremo avanti per tutto il tempo necessario”. L’attacco è durato circa un’ora, durante la quale sono stati colpiti tre obiettivi: un centro di ricerca a Damasco, un deposito per lo stoccaggio di armi chimiche e un centro di comando a Homs. Stando alle dichiarazioni del capo del Pentagono James Mattis , i missili utilizzati sarebbero tra i 100 e i 120 missili.

Non vogliamo rovesciare Assad, ma fermare l’uso di armi chimiche” ha ribadito Theresa May, premier della Gran Bretagna. Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece twittato sui propri social: “La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio del 2017 è stata superata, perciò ho ordinato alle forze armate francesi di intervenire questa notte, nell’ambito di un’operazione internazionale congiunta con gli Stati Uniti d’America e il Regno Unito e diretta contro arsenali chimici clandestini del regime siriano”.

Dura la reazione della Russia, il cui ambasciatore negli Stati Uniti ha dichiarato che l’attacco è uno schiaffo a Putin e che “non resterà senza conseguenze”. Lo stesso presidente Putin ha condannato l’attacco definendolo un atto di aggressione contro un Paese che sta combattendo il terrorismo, e che essendo stato portato avanti senza mandato dell’Onu violerebbe il diritto internazionale. “La Russia ha intenzione di chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere l’attacco della coalizione occidentale in Siria”, ha poi aggiunto. Francia e Regno Unito replicano assicurando che la Russia era stata avvertita in anticipo degli attacchi, ma da Mosca non giungono conferme. E’ prevista per oggi a Bruxelles la riunione degli ambasciatori del Consiglio Nord Atlantico.

In mattinata anche il primo ministro uscente Paolo Gentiloni si è espresso sulla vicenda: “Questo attacco non deve essere l’inizio di una escalation. E’ il momento di mettere al bando le armi chimiche, è il momento della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile”.