Spalletti, ore contate all’Inter. La rivoluzione parte da lui

0
Luciano Spalletti, fonte By Photojournalist Roberto Vicario - Photojournalist Roberto Vicario, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6775761
Luciano Spalletti, fonte By Photojournalist Roberto Vicario - Photojournalist Roberto Vicario, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6775761

L’esperienza di Spalletti alla guida tecnica dell’Inter è ai titoli di coda. Quelli che finora erano solamente dei rumors bisbigliati in sede senza troppa convinzione in queste ore sono diventati una solida certezza. Il ciclo del tecnico di Certaldo, iniziato due stagioni fa, è al capolinea. Reo di non essere riuscito a creare i presupposti per una squadra coesa e vincente, a fine stagione consegnerà il club quasi certamente all’ex Juve  Conte.

La proprietà cinese è ormai convinta del cambio di panchina. Il patron Zhang è rimasto deluso dal modo in cui sono stati trattate le crisi di squadra e staff e solleverà Spalletti dall’incarico.

L’allenatore pagherà anche per la sua incapacità nel gestire un club partito a inizio stagione con ambizioni di titolo e bel gioco. Purtroppo non tutto è andato per il verso giusto. I tanti infortuni e la grana Icardi non hanno mai permesso di lavorare in un clima sereno e questo è costato un ritardo enorme in classifica.

E’ pur vero che, in molteplici occasioni, il mister sia rimasto isolato dal resto dei vertici nerazzurri. Più volte la piena libertà decisionale affidatagli da Marotta e Ausilio gli si è ritorta contro e si è dovuto far carico da solo della difficile situazione interista, rimanendone spiazzato. Ultimo esempio la ritrattazione sull’impiego di Icardi da titolare nella gara contro il Genoa.

La proprietà non si fermerà comunque all’esonero dell’allenatore. Il gruppo Suning ha chiesto, in un incontro coi main sponsor interisti, un extrabudget con cui affrontare l’acquisto di nuovi giocatori. Nel mirino sono finito l’ex Torino Matteo Darmian per rintuzzare le fasce, il blaugrana Rakitic e il giallorosso Dzeko, dato già valige alla mano in quel di Trigoria.