I tortellini in brodo della discordia: Sara Errani squalificata per due mesi

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Errani

Sara Errani, tennista di spicco del panorama italiano, è stata trovata positiva in un controllo effettuato del 16 febbraio.
La Errani è risultata positiva al letrezolo, una sostanza proibita.
La stessa sostanza la si può trovale in un farmaco preso abitualmente dalla madre e utilizzato per combattere i tumori al seno in menopausa.
La difesa della Errani si è battuta spiegando che l’atleta volontariamente non ha assunto sostanze proibite, ma che involontariamente, a causa di una contaminazione dei tortellini in brodo, può averla assunta e quindi risultare positiva al controllo.

La madre infatti ha ammesso che potrebbe aver contaminato o il brodo o i tortellini con la sua pillola, dato che quando ha cucinato l’aveva appoggiata sul tavolo ed è finita nell’impasto o nel brodo per sbaglio.

Dopo un processo la IFT ha creduto alla tesi della Errani è l’ha squalificata per due mesi fino al 2 ottobre a mezzanotte.
Inoltre ha disposto la revoca dei trofei,  dei punti acquisiti e la restituzione dei premi ricevuti dal 16 febbraio fino al 7 giugno.
Ecco le parole affidate dalla Errani ad un lungo post su facebook:

Ciao a tutti

In seguito ad un controllo delle urine effettuato il 6 febbraio scorso, fatto mentre mi trovavo a casa dei miei genitori, sono stata trovata positiva al LETROZOLO, una sostanza che è sulla lista probita dei programmi anti-doping WADA.
Non ho mai assunto, nella mia vita e durante la mia carriera, nessuna sostanza proibita. Dal primo giorno, che sono diventata professionista, non ho mai chiesto una deroga, neppure quando ne avrei avuto bisogno perché malata.
Questa sostanza è tuttavia presente nel Femara, un medicinale che mia madre assume giornalmente dal 2012 a scopo terapeutico, in seguito ad un intervento chirurgico subito per un tumore al seno, ed è quindi presente fra le mura domestiche.

Questo medicinale è molto pericoloso per la salute, se assunto da una persona di sesso femminile che non sia ancora in menopausa. Oltre a sgradevoli effetti collaterali (rischio di tumore alle ovaieriduzione della densità ossea, osteoporosi, gravi eventi cerebrovascolari o cardiovascolari) provoca, se assunto ripetutamente, una sorta di “menopausa chimica”. Allo stesso tempo non sono mai stati dimostrati effetti di miglioramento delle prestazioni fisico/atletiche in persone di sesso femminile.

Assieme ai miei famigliari abbiamo pensato e ripensato, cercando di capire come possa essere successa questo tipo di contaminazione, dato che io sono sicura al 100% di non avere assunto una pastiglia per errore. L’unica ipotesi percorribile è stata quella di un’accidentale contaminazione del cibo consumato all’interno della nostra casa. Questa ipotesi è stata ulteriormente suppotata da un test ai capelli, al quale mi sono volontariamente sottoposta. E’ stato sperimentalmente verificato che l’assunzione di una quantità pari o superiore a quella di una singola compressa di Fermara produce una quantità di Letrozolo rilevabile nei capelli di chi l’assume. Nei miei capelli non ne è stata trovata la minima traccia.
Questo evidenzia che la quantità che ho involontariamente ingerito era inferiore a quella di una singola compressa, in accordo con un’ingestione accidentale di una porzione di cibo contaminato. I risultati di questi esperimenti non sono stati ammessi come prove a mio favore, per via di un cavillo legale.

Ho dettagliatamente esposto le circostanze al Tribunale, che ha convenuto sui seguenti punti
a)La contaminazione del cibo è stata la causa della mia positività al test
b)Non c’è evidenza che io abbia intenzionalmente violato le regole antidoping
c)Non c’è evidenza che il letrozolo migliori le prestazioni atletiche di una tennista di sesso femminile;

nonostante ciò il Tribunale Indipendente ha sancito nei miei confronti una squalifica di 2 mesi, oltre alla revoca dei prize money e dei punti ottenuti dal 16 febbraio al 7 giugno.

Questo mi fa sentire estremamente frustrata, ma posso solamente cercare di essere forte ed aspettare che questo periodo arrivi a conclusione. Sono molto arrabbiata ma allo stesso tempo in pace con la mia coscienza, assolutamente consapevole di non aver fatto nulla male e di non aver commesso nessuna negligenza nei confronti del programma anti-doping.”