SSC Napoli, Esposito: “Chiesi a Mourinho se gli sarebbe piaciuto un giorno diventare l’allenatore del Napoli”

0
José_Mourinho
José_Mourinho, fonte google immagini contrassegnate per essere riutilizzate

La prima stagione della Roma sotto la presidenza Friedkin, si sta concludendo nel peggiore dei modi. Dopo un grande inizio, i giallorossi nonostante non riuscissero a fare risultato contro le “big” in Serie A, a gennaio era posizionata quarta. Successivamente con l’avvicinarsi degli impegni di Europa League, e un susseguirsi continuo di infortuni ai giocatori più importanti, la Roma ha subito un vero e proprio tracollo. Attualmente la squadra capitolina si trova al settimo posto in campionato, e ed è passata dal lottare per un posto in Champions League, ad un testa a testa con il Sassuolo per un posto in Conference League.

A farne le spese di questa situazione è stato l’allenatore Paulo Fonseca. La società romana ha annunciato anzitempo che il rapporto tra l’allenatore portoghese e la Roma terminerà con la fine della stagione 2020-2021. Subito dopo è stato anche svelato chi sarà il suo sostituto per il prossimo anno: Josè Mourinho. Un nome su cui nessuno avrebbe mai pensato di vedere alla sponda del Tevere. L’allenatore ex-Inter torna in Italia dopo più di 10 anni, dopo un’esperienza non troppo indimenticabile al Tottenham.

ll giornalista e conduttore di “Area di Rigore”, Paolo Esposito, ha parlato ad AreaNapoli.it dell’approdo di José Mourinho alla Roma e svelando un retroscena: “José Mourinho, a prescindere dagli ultimi fallimenti con tanto di esonero in Inghilterra, resta un allenatore carismatico, scaltro, istrionico. Può  fare la fortuna della Roma. Darà una ventata d’entusiasmo all’ambiente capitolino. La proprietà della Roma, a mio avviso, lo ha ingaggiato soprattutto per questo, poi se il marketing crescerà tanto di guadagnato. Sicuramente la Roma avrà molta più visibilità in tutta Europa”.

“Una volta dopo un Napoli-Inter nel dopo gara, giù  nel “ventre” del San Paolo, mentre lui si avviava al torpedone dell’Inter, stringendogli la mano gli chiesi se gli sarebbe piaciuto un giorno diventare l’allenatore del Napoli e lui mi rispose testualmente: ‘Perché no!’. Città tra le più  belle del mondo e la tifoseria è calda come quella lusitana. Era l’Inter che poi l’anno dopo vinse il prestigioso triplete”.