ESCLUSIVA-Stefano Ghisolfi:” È sempre un grande onore rappresentare l’Italia nelle gare internazionali”

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Stefano Ghisolfi
Stefano Ghisolfi

In esclusiva per Dailynews24 il climber italiano Stefano Ghisolfi.

Ci racconti chi è Stefano Ghisolfi
Sono un ragazzo di 24 anni, nato e vissuto a Torino per 23, e ora residente ad arco in provincia di Trento.
Vivo ad Arco con la mia ragazza Sara e arrampico da circa 13 anni. L’arrampicata oltre a essere la mia passione è anche il mio lavoro, sono un’atleta delle Fiamme Oro della Polizia di Stato da 5 anni.
Pratico competizioni di arrampicata e anche arrampicata su roccia, la mia vita è divisa tra queste due attività. Da qualche anno prendo parte alla Coppa del mondo della specialità lead, i miei migliori risultati sono stati due vittorie di tappa nell’anno 2014 e 2016 e un quarto posto nella classifica generale del 2016.
Su roccia invece mi concentro sull’alta difficoltà e le mie migliori prestazioni sono state le salite di due vie di grado 9b, Lapsus ad Andonno (il primo 9b italiano) e First Round First Minute in spagna.

Com’è nata la sua passione per l’arrampicata?
Ho iniziato a praticare sport all’età di 6 anni, mio padre è un ciclista e mi ha portato in mountain bike per la prima volta a quell’età e ho iniziato a praticare gare giovanili. Per molti anni sono andato in bicicletta e all’età di 11 anni, poco dopo una gara, degli amici ci hanno fatto provare una parete di arrampicata sulla diga di Valgrisench in Valle d’Aosta.
Mi sono trovato subito a mio agio e mi è piaciuto, così quando sono tornato a casa ho deciso di cercare un corso di arrampicata per principianti e mi sono iscritto insieme a mia sorella Claudia. Ho iniziato il corso una volta a settimana e alla fine del corso ho preso parte a una garetta promozionale classificandomi al secondo posto.

Poi ho scoperto che questa gara faceva parte di un circuito di qualificazione per il campionato italiano giovanile che si sarebbe tenuto ad Arco l’anno successivo, mi sono qualificato e poi ho vinto nella mia categoria. Da quel momento ho poi deciso di smettere di andare in bici e continuare con l’arrampicata, mi sono guadagnato inizialmente un posto nella nazionale giovanile e successivamente nella nazionale senior nelle gare di coppa del mondo.

Che emozioni si provano a rappresentare l’Italia nelle varie competizioni?
È sempre un grande onore rappresentare l’Italia nelle gare internazionali, e sta diventando sempre di più anche una grossa responsabilità. Se all’inizio della mia carriera avevo poche aspettative e non avevo idea che questo sarebbe diventato il mio lavoro, adesso punto tutto alle competizioni e molti contano su di me, è una responsabilità importante ma di solito riesco a gestirla senza troppa tensione.

Ha mai pensato basta smetto di fare il climber e faccio altro?
Per ora non mi è mai passato per la testa, ho sempre puntato tutto sull’arrampicata e non mi sono mai chiesto come sarebbe la mia vita senza. Di sicuro anche se dovessi fare qualche altro lavoro, comunque continuerei a scalare per passione e mi allenerei in ogni caso per raggiungere obiettivi di alto livello.

Quali sono le sue passioni?
Oltre alla scalata sono molto appassionato di fotografia, mi piace molto combinare le due cose scattando foto sportive ma anche di paesaggi e altro. È una passione che è nata dall’amore per l’outdoor e che sto sperimentando e portando avanti da solo, ma mi da grandi soddisfazioni in ogni caso.

Quali sono i suoi progetti futuri?
I miei progetti principali sono la Coppa Del mondo Lead, dopo il quarto posto dell’anno scorsoquest’anno punto al podio nella classifica generale, e ho in programma un viaggio in Canada a Ottobre per andare a ripetere una delle vie più famose del mondo, Dreamcatcher.

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