Storia degli Europei: la prima ed unica vittoria dell’Italia

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La nazionale che ha ottenuto più successi agli Europei di calcio è la Germania, vittoriosa per ben tre volte nella storia di questa competizione internazionale (nel 1972 e nel 1980 come Germania Ovest e nel 1996 come Germania). Oltre a ciò, in questo torneo la Germania è riuscita a disputare altre tre finali, mentre in altre due occasioni ha conquistato il terzo posto. L’altra nazionale che può vantare tre vittorie è la Spagna, la quale è attualmente detentrice del titolo di campione, avendo vinto consecutivamente le ultime due edizioni degli Europei.

Per quanto riguarda la nazionale italiana, purtroppo gli azzurri non ci hanno regalato tante soddisfazioni come nella Coppa del Mondo: l’unico successo in finale risale infatti al lontano 1968, anno in cui tra l’altro fu proprio l’Italia ad ospitare la manifestazione. Per il resto, la maggior parte dei lettori ricorderà le due finali perse in tempi recenti: nel 2000 contro la Francia e nel 2012 contro la Spagna.

Gli Europei non sono comparabili alla Coppa del Mondo per importanza e prestigio, ma tutti ci tengono ovviamente a vincere. Sebbene l’Italia non parta (come al solito) con i favori del pronostico per la vittoria finale, ai prossimi Europei risulta però ancora più difficile valutare le reali possibilità degli azzurri: un recente articolo del Corriere dello Sport riferisce di come Antonio Conte stia definendo il gruppo che andrà a giocare in Francia. A quanto pare, Pirlo e De Rossi, due componenti ormai storici della nazionale italiana, potrebbero vedersi esclusi dal gruppo che prenderà parte a questi Europei. La preoccupazione principale riguarda proprio questo: ci sono abbastanza elementi di personalità nell’Italia? Le speranze di Conte sarebbero aggrappate, in tal caso, alle qualità di Verratti, naturale successore di Pirlo in mezzo al campo, ma l’esperienza del “Maestro” e di De Rossi potrebbero rivelarsi preziosissime in una nazionale che sembra mancare di talenti in grado di decidere partite del genere. In ogni caso, inizieremo a giudicare più seriamente l’Italia di Conte nelle prossime settimane: il 24 marzo si giocherà contro la Spagna e il 29 marzo contro la Germania campione del mondo; in queste amichevoli con alte probabilità giocheranno anche De Rossi e Pirlo, al fine di capire se effettivamente potranno partecipare o meno ad Euro 2016.

Andrea Pirlo con la maglia della nazionale italiana
Andrea Pirlo con la maglia della nazionale italiana (AFP PHOTO / GABRIEL BOUYSGABRIEL BOUYS/AFP/GettyImages)

Dal 1968 ad oggi è cambiata molto la struttura degli Europei: al tempo le qualificazioni prevedevano sette gironi con quattro squadre ed un altro girone con soltanto tre nazionali; le otto vincitrici nei rispettivi gruppi si sarebbero affrontate nei quarti di finale con la formula dell’andata e del ritorno. Le quattro squadre uscite vincenti da questi scontri avrebbero disputato la fase finale del torneo, cioè le semifinali e la finale. Ai quarti di finale di quegli Europei l’Italia affrontò la Bulgaria: gli azzurri erano superiori per tasso tecnico ai bulgari, ma nonostante ciò a Sofia subirono una sconfitta per 3-2; solo con la partita del ritorno, giocata al San Paolo di Napoli e terminata 2-0 per i padroni di casa, l’Italia riuscì ad accedere alle semifinali. Quell’Italia poteva contare comunque su figure calcistiche rilevanti, tra cui Facchetti, Rivera, Mazzola e Riva; il commissario tecnico era Ferruccio Valcareggi, che avrebbe guidato successivamente l’Italia anche in finale di Coppa del Mondo nel 1970.

La nazionale italiana che disputò gli Europei del 1968
La nazionale italiana che disputò gli Europei del 1968 (www.ansa.it)

In semifinale l’Italia affrontò l’URSS, tutto tranne che una squadra da sottovalutare, mentre la Jugoslavia se la sarebbe vista con l’Inghilterra. La partita con i sovietici fu, come previsto, tutt’altro che semplice. Oltre alla forza fisica e al pressing effettuato degli avversari, per l’Italia si aggiunse un ulteriore problema: si infortunò Rivera. Tra le tante curiosità del tempo, c’è quella per cui il regolamento non consentiva di fare sostituzioni (le sostituzioni sarebbero state previste solo ai Mondiali del 1970), e quindi Rivera giocò quella partita quasi da fermo, senza dare un grosso apporto alla sua squadra. La partita non si sbloccò e, anche dopo i tempi supplementari, Italia e URSS non andarono oltre lo 0-0. Ma, cosa ancora più incredibile, il regolamento del 1968 non prevedeva i rigori nel caso in cui le squadre fossero ancora in parità dopo i tempi supplementari. Come si faceva, allora? Semplice, si usava una monetina! Le leggende che avvolgono quell’episodio sono molteplici, tra cui una non confermata ricostruzione per cui la moneta tirata dall’arbitro tedesco Tschenscher si sarebbe bloccata in una fessura del pavimento (le sorti delle due nazionali furono infatti decise negli spogliatoi), costringendo il direttore di gara a ripetere il lancio per una seconda volta. Per la gioia degli spettatori, il responso della dea bendata fu favorevole all’Italia, che conquistò la finale di fatto grazie ad una buona dose di fortuna.

Kurt Tschenscher mentre lancia una monetina ai Mondiali del 1970
Kurt Tschenscher mentre lancia una monetina ai Mondiali del 1970 (blog.derbund.ch)

Mentre l’Italia batteva l’URSS, la Jugoslavia aveva la meglio sull’Inghilterra, battuta per 1-0 a Firenze. In finale all’Olimpico si sarebbero quindi affrontate Italia e Jugoslavia. Tra le tante squadre temibili del tempo, c’era proprio la Jugoslavia: forza fisica e buona tecnica rendevano infatti questa compagine guidata dal tecnico Mitic un avversario di livello. Non a caso l’Italia si ritrovò sotto nel primo tempo grazie ad un gol di Dzajic. Gli azzurri faticano a scardinare la difesa ospite: serve un calcio di punizione di Domenghini per riportare il risultato in parità ed andare a giocarsela ai supplementari. Ma ancora una volta i supplementari non danno un vincitore e il match finisce 1-1. In finale non era previsto il lancio della monetina: la partita si sarebbe dovuta perciò ripetere. L’incontro venne ripetuto due giorni dopo, ma questa volta l’Italia scese in campo molto più convinta nei propri mezzi. Si decise tutto nel primo tempo, grazie alle reti di Riva e Anastasi, che condannarono la Jugoslavia alla sconfitta. L’Italia vinse così il suo primo Europeo, anche se le cronache di allora ci hanno fatto capire quanto il calore del pubblico di casa abbia spinto gli azzurri a raggiungere questo storico traguardo.

Giacinto Facchetti con la coppa di Euro 1968
Giacinto Facchetti con la coppa di Euro 1968 (www.figc.it)

 

  • Altre fonti:

http://www.storiedicalcio.altervista.org/europei_1968.html

http://www.tuttomercatoweb.com/rassegna-stampa/facchetti-la-notte-della-monetina-contro-l-urss-38777