Storia degli Europei: l’incredibile trionfo della Grecia

Gli Europei sono ormai dietro l'angolo: ripercorriamo insieme la storia e le curiosità di questa competizione internazionale.

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Guardare al calcio come una semplice attività sportiva è riduttivo. In realtà il calcio è molto di più: essendo lo sport più più praticato in questo globo, inevitabilmente dispone di un seguito e di un’attenzione enormi. Proprio per questo, esso è in grado di svolgere anche un’importante funzione sociale: quella di raccogliere migliaia e migliaia di persone in uno stadio o anche in altri luoghi, aggregando così le persone e talvolta intere popolazioni. Purtroppo, a causa della sua popolarità, il calcio è anche soggetto a fattori esterni negativi, in grado di oscurarne prepotentemente tutte le potenzialità: alcuni se ne servono, per esempio, come mezzo di rivalsa sociale o addirittura come puro sfogo violento; per altri, che poi sono quelli che rappresentano il calcio professionistico, è poco più di un business in grado di generare ricchezza rincorrendo un pallone. E’ per questo che ci siamo imbattuti in termini come “hooligans”, “calcio-scommesse” e “calcio-casino”, tutti problemi reali che finiscono per minare la bellezza del calcio.

Per tutti noi, che siamo semplici appassionati, il calcio è invece sostanzialmente fonte di emozioni. La storia della Grecia agli Europei del 2004 è entrata di diritto nella storia del calcio, restando impressa nella memoria di molti. In quell’Europeo di emozioni ce ne sono state decisamente tante e, nonostante l’uscita prematura dell’Italia ai gironi, abbiamo assistito comunque ad uno dei miracoli calcistici più incredibili di tutti i tempi. Vale quindi la pena ripercorrere le incredibili gesta della Grecia ad Euro 2004.

In quell’Europeo, manco a dirlo, la Grecia non partiva certamente con i favori del pronostico alla vigilia della manifestazione e, anzi, molti prevedevano che non avrebbe superato il girone in cui era capitata. Gli ellenici se la sarebbero infatti dovuta vedere con Spagna, Russia e Portogallo, paese ospitante quell’edizione. Eppure, già il match di apertura ci fece sobbalzare: il 12 giugno la Grecia fu in grado di battere i padroni di casa del Portogallo per 2-1 grazie alle reti di Karagounis e Basinas. Quattro giorni più tardi la squadra guidata da Otto Rehhagel riuscì a conquistare un altro vitale punto per il passaggio del turno, pareggiando con la Spagna 1-1 e piazzandosi a quattro punti nel girone. Charisteas e compagni persero poi l’ultima partita con la Russia per 2-1, ma ciononostante riuscirono a passare il turno insieme al Portogallo poiché, a pari punteggio con la Spagna, la nazionale greca aveva realizzato due reti in più rispetto a quella spagnola.

Otto Rehhagel, artefice del successo greco agli Europei del 2004
Otto Rehhagel, artefice del successo greco agli Europei del 2004 (www.kicker.de)

Considerato il secondo posto raggiunto nel girone A, la Grecia fu sorteggiata con la Francia, che si presentava come campione d’Europa in carica. Stando ai rapporti di forza, Thuram, Henry, Zidane, Vieira e tante altre stelle della nazionale francese avrebbero dovuto avere la meglio della Grecia senza troppi sforzi. E invece la Francia fu clamorosamente battuta da undici indemoniati, che alla fine trovarono il gol vittoria al 65′, accedendo così alle semifinali. In quella partita la Grecia entrò in campo convinta di poter vincere; non solo, il gioco espresso era di livello e mise più volte in difficoltà la compagine francese, che non subì una seconda rete solo grazie al palo della porta difesa da Barthez. Otto Rehhagel era riuscito a trovare la quadratura perfetta per una squadra con un tasso tecnico limitato, preparandola perfettamente sia nella fase difensiva che in quella offensiva, in modo da sfruttare al massimo quelle poche occasioni da gol che si sarebbero presentate. I festeggiamenti dei tifosi greci furono sfrenati, ma non era finita lì: ormai tutti ci credevano, si poteva davvero vincere.

In semifinale la Grecia pescò la Repubblica Ceca, a cui sarebbe toccato il difficile compito di rovinare il sogno greco. Ma, dopo aver battuto la Francia, la Grecia non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione di arrivare in finale. I cechi erano, però, tutt’altro che una squadra cuscinetto: Milan Baros risultò non a caso il capocannoniere della competizione, permettendo alla sua squadra di vincere tutte le partite giocate, nonostante la presenza congiunta nel girone di Olanda e Germania, che partivano come stra-favorite per passare il turno. Difatti quella partita fu molto equilibrata e giocata sul filo di un rasoio fino alle ultime battute del primo tempo supplementare, quando su un calcio d’angolo Traianos Dellas, vecchia conoscenza della Serie A e della Roma, riuscì a staccare più in alto di tutti prenotando il biglietto per la fine. Al tempo vigeva la regola del “Silver gol“, cioè il secondo tempo supplementare non si sarebbe disputato se una delle due squadre si fosse trovata in vantaggio alla fine del primo.

Traianos Dellas festeggia il gol vittoria in semifinale contro la Repubblica Ceca (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)
Traianos Dellas festeggia il gol vittoria in semifinale contro la Repubblica Ceca (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

Il 4 luglio ad attendere la Grecia in finale c’era il Portogallo di Cristiano Ronaldo, che aveva marciato fin lì dopo aver fatto fuori Inghilterra e Olanda. I lusitani erano incredibilmente favoriti per la vittoria finale: oltre a poter contare su calciatori temibili e del calibro di Figo, Deco, Rui Costa e Cristiano Ronaldo, essi potevano d’altro canto avvantaggiarsi di un fattore campo tutt’altro che irrilevante. Tutto era, insomma, contro la piccola nazionale greca allenata da Rehhagel. Vale inoltre la pena di ricordare che il Portogallo aveva già perso la sua prima partita della fase a gironi proprio contro la Grecia e quindi questa volta non avrebbero commesso minimamente l’errore di sottovalutarli. Infatti i portoghesi partirono fortissimo in quella finale, decisi a conquistare di prepotenza il loro primo successo internazionale nella storia. Ma, ancora una volta, la Grecia mostrò una diligenza nell’ordine tattico tale da sminuire i tentativi offensivi degli avversari. Dopo un primo tempo equilibratissimo e che terminò fermo sullo 0-0, la squadra greca tornò in campo più determinata per raggiungere il suo obiettivo: al 57′, ancora una volta su calcio d’angolo, la Grecia passò in vantaggio grazie a Charisteas, vero e proprio eroe di quegli Europei. Con il risultato a sfavore, il Portogallo concentrò tutte le sue forze per trovare la rete del pareggio: a pochi minuti dal recupero Figo riuscì a liberarsi dalla costante marcatura che gli era stata riservata e, lasciando tutti con il fiato sospeso, calciò verso la porta ma il suo tiro scivolò appena fuori, a pochi centimetri dal palo difeso da Nikopolidis. Il Portogallo non riuscì quindi a ribaltare il risultato e il fischio finale incoronò a sorpresa la Grecia campione d’Europa.

Il capitano della Grecia Theodoros Zagorakis alza la coppa di Euro 2004
Il capitano della Grecia Theodoros Zagorakis alza la coppa di Euro 2004 (www.santabanta.com)

Quello fu l’Europeo dell’eterno outisder, delle sorprese e delle imprese impossibili. In quell’occasione la Grecia alzò la sua prima coppa internazionale nell’ambito delle nazionali, dimostrandoci che nel calcio non è necessario avere un’armata piena di talenti per vincere qualcosa. Con gli Europei del 2016 che si avvicinano sempre più velocemente, purtroppo la Grecia non prenderà parte alla fase finale di questa competizione. La Grecia è infatti arrivata addirittura ultima nel gruppo delle qualificazioni, inanellando prestazioni terribili sia sotto la guida di Ranieri che di Tsanas, ma la sua storia agli Europei del 2004 resterà senza ombra di dubbio nella storia del calcio per sempre.