Strasburgo, storica sentenza sulla questione no-vax: “L’obbligo vaccinale per i bambini non viola i diritti”

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Fonte Wikimedia Commons

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che l’obbligo di vaccinare i bambini contro una serie di malattie ben note alla scienza medica, in vigore nella Repubblica Ceca, non viola il diritto al rispetto della vita privata dei minori e dei loro genitori. Si tratta della prima pronuncia definitiva sulla questione “no vax”, scaturita da sei ricorsi presentati da un genitore e cinque minori.

I RICORRENTI – Il genitore sosteneva che il Paese avesse violato i suoi diritti imponendogli una multa per non aver vaccinato i propri figli, mentre i cinque minori affermavano che i loro diritti sarebbero stati violati perché, non essendo stati vaccinati o essendosi immunizzati in ritardo, non hanno potuto frequentare la scuola materna.

LA PRONUNCIA- La Corte di Strasburgo ha dichiarato che la politica della Repubblica Ceca, la quale prevede un “dovere di vaccinazione” dei bambini contro nove malattie tra cui difterite, tetano, poliomielite, epatite B e morbillo, è “necessaria in una società democratica“. Lo Stato ha “bilanciato correttamente gli interessi dell’intera società e quelli individuali”, hanno precisato i Giudici, secondo i quali le conseguenze subite dai ricorrenti sono proporzionali e giustificate rispetto allo scopo perseguito dallo Stato, cioè proteggere tutti da gravi malattie infettive.

IL DOVERE DI VACCINAZIONE DELLO STATO – Attraverso il dovere di vaccinazione, prosegue la Corte, lo Stato vuole proteggere sia chi si vaccina sia chi non può farlo per motivi medici, raggiungendo così “l’immunità di gregge”; ne consegue che la misura in esame è in linea con il rispetto del “miglior interesse” dei bambini. La Corte ha infine evidenziato come i ricorrenti non abbiano dimostrato che i vaccini richiesti non fossero sicuri ed efficaci.