La Città galleggiante: strutture “contro natura”.

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La Città galleggiante sorgerà nell’Oceano Pacifico la prima città in grado di resistere all’innalzamento del livello dei mari, causato dal riscaldamento globale.

La struttura autosufficiente è alimentata dal Sole comincerà ad essere costruita nel 2019. I progetti saranno ultimati quest’anno è prevedono l’utilizzo di coltivazioni idroponiche (realizzate senza utilizzare il suolo) e dissalatori, che permetteranno di irrigare queste ultime con l’acqua di mare. L’idea, progettata dall’autorità dell’arcipelago e il Seastending Institute di San Francisco, nella Polinesia Francese, potrebbe salvare intere popolazioni: essa sarà dotata, infatti, di palazzine a tre piani, giardini e ormeggi per barche.

Secondo le tempistiche birocratiche, entro il 2018 la Città galleggiante sarà approvata una proposta di legge che permetterà di iniziare i lavori nel 2019.

Svariati sono i dubbi che concernono la fattibilità e i costi di quest’opera immensa. I cittadini di Tahiti, minacciata più di altri dagli innalzamenti, sono sfiduciosi: questi mega progetti non sono mai stati portati al termine.

Tgcom24
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Una probabile soluzione al fenomeno dell’innalzamento del livello del mare,che si prospetta accadrà nel 2035, vede la vita svolgersi sott’acqua.

“Oceano spiral” è una grande sfera di 500 m di diametro posta a 4000 m di profondità nell’oceano. Questa Città galleggiante è dotata di attrezzature antivibranti e do una diga galleggiante per contenere il movimento delle onde. Inoltre, contiene una vera e propria città che provvede anche al problema della futura crisi di cibo, acqua, energia e risorse. La sfera è sostenibile grazie ad un filtro di desalinizzazione dell’acqua e di un’alimentazione energetica basata sia sulla conversione di energia termica che con l’emissione di CO2 da parte dei microrganismi marini. Tutte le funzioni richieste sono contenute in un’enorme spirale, per generare trasporto, acquacoltura, elettricità e desalinizzazione.

Il Giappone è terra di un’altra grande innovazione, il “Green Float”, una Città galleggiante isolata basata sulle energie rinnovabili e l’autosufficienza alimentare.

Insomma, sogni di salute e speranza. Sogni da 26 miliardi di dollari che possono arrestare le sorti di una natura che non perdona.

È sempre più incalcolabile l’esito di questa lotta di dominio infinta tra l’uomo e la natura.