martedì, Agosto 11, 2026
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Sud Sudan, l’Igad invierà 13.000 uomini per mantenere la pace

L’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD), organizzazione internazionale composta dai paesi del Corno d’Africa, dispiegherà oltre 13mila soldati nel Sud Sudan. A darne notizia è Mahboub Maalim, il suo segretario generale. La missione di peacekeeping, concordata con le autorità del paese africano, andrà ad aggiungersi ai 12mila Caschi Blu dell’Onu, già presenti e attivi nel territorio sud-sudanese.

La Repubblica del Sudan del Sud, nata il 9 Luglio del 2011, è uno stato di 11milioni di abitanti. Anche se molto ricco di petrolio, le risorse naturali non ne hanno garantito la ricchezza, per mancanza di infrastrutture. E così, il giovane Stato, si pone tra i più poveri al mondo. In questo contesto, dal 2013 è in atto una sanguinosa guerra civile. Il conflitto vede contrapposte le forze presidenziali di Salva Kiir, di etnia Dinka, alle forze fedeli all’ex-vicepresidente Riek Machar, di etnia Nuer (e appoggiato dal governo sudanese di Khartoum).

Le violenze hanno avuto inizio nel Dicembre 2013, quando i soldati delle due diverse fazioni hanno cominciato a scontrarsi, accusandosi vicendevolmente di stare preparando un golpe. Kiir e Machar, in realtà, già da tempo si stavano contendendo, sul piano politico, la primazia nel governo e nel partito (l’SPLM, Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan).

Da allora, il paese è stato sconvolto da una violenta guerra civile. I numeri sono allarmanti. Si parla di almeno tre milioni di sfollati (60.000 solo nell’ultimo mese), decine di migliaia di morti, e quattro milioni di persone in condizione di denutrizione (dall’inizio del 2016 ben 100.000 bambini sono stati trattati per malnutrizione grave). Tutto questo mentre gli ospedali sono al collasso e le violenze non sembrano voler cessare. E’ notizia di pochi giorni fa che altre 300 persone sono morte in scontri nella capitale, Juba.

E’ a seguito di questa situazione, che vede non rispettata la fragile tregua che era stata raggiunta, che l’Onu ha prorogato la missione dei Caschi Blu e l’Igad manderà la sua forza di protezione. I limiti del suo mandato, fa sapere il segretario generale Maalim, verranno concordati col governo di Juba.

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