Svezia, uccisa a soli 22 anni da un richiedente asilo

0

Alexandra Mexher, 22 anni, di origine libanese, lavorava per aiutare i richiedenti asilo da pochi mesi in un “Hvb” (centro di accoglienza e cura) vicino Goteborg in Svezia dove è stata accoltellata da un quindicenne. Ospiti di questo centro sono minorenni che richiedono asilo (alcuni di loro già ce l’hanno) e hanno tutti tra i 14 e i 17 anni. Per evitare che ci siano ripercussioni razziste non sono stati forniti dettagli sull’identità e sulla nazionalità dell’aggressore, ma è stato subito arrestato.

La tragedia è avvenuta in uno dei Paesi più gettonati dagli immigrati che vogliono sbarcare in Europa. Il Paese scandinavo, insieme alla Germania, è un esempio di integrazione e convivenza. Ma purtroppo questo non è un caso isolato, infatti le forze dell’ordine svedesi hanno hanno reso pubblico proprio nelle ore in cui veniva assassinata Alexandra, unn documento in cui si chiedono al governo più agenti per fronteggiare questa che può chiamarsi una vera e propria emergenza, dato che le violenze agli addetti dei centri di accoglienza sono aumentate notevolmente negli ultimi anni, addirittura, secondo quanto riferito dall’agenzia svedese per i migranti, tra il 2014 e il 2015 le violenze, o comunque minacce, ad addetti di questi centri, sono raddoppiate, arrivando a 322.