Tananai, dopo Sanremo: “Devi essere in grado di trasformare in positivo ciò che ti succede”

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Tananai, fonte: profilo ufficiale instagram

Nonostante l’ultimo posto nell’ultima edizione del Festival di Sanremo, Tananai sta riscuotendo un incredibile successo. Il suo brano “Sesso Occasionale” sta scalando tutte le classifiche, arrivando nella top 10 di Spotify.

Reduce dall’incredibile successo riscosso anche sui social, il cantante ha parlato del suo dopo Sanremo in un’intervista a Fanpage.

DOPO SANREMO – Davanti ai risultati ottenuti dopo la gara karmesse nonostante l’ultima posizione in classifica, l’artista ha ammesso:

“Mano mano che i giorni passavano ed ero sempre più ultimo ero sereno. Mi sono detto sai cosa? meglio arrivare ultimi, perché così porterò a casa un bagaglio di esperienze e schiaffi in testa che mi faranno crescere, arriverò a casa, non saprò mai cosa vuol dire essere primo, ma il primo non saprà mai cosa vuol dire essere ultimo. È la bellezza di questo mestiere, tutto quello che succede devi essere in grado di trasformarlo in qualcosa di positivo, di creativo e sicuramente tutta questa situazione per me era benzina, sapevo che mi avrebbe dato tanto per crescere sia come artista che come persona”.

Oltre all’ottimo risultato ottenuto a livello musicale, l’artista è molto attivo sui social. Su Instagram e, soprattutto, su Twitter il cantante non manca di tenere aggiornati i fan. Nonostante l’ampio aumento dei suoi sostenitori, Tananai ha ammesso che nulla è cambiato:

“Di base avevo già un rapporto bello solido con la mia fanbase anche se, ovviamente, eravamo di meno, ma io ho sempre cercato di essere sempre me stesso nelle storie, non riesco proprio a costruirmi un personaggio, forse è un mio limite”.

Tra le conseguenze di questo successo, rientra anche il cambio delle location dei concerti che il cantante terrà nei prossimi mesi. Riguardo a ciò, l’artista ha rivelato:

“E la cosa più bella al mondo è spingere nei posti più grandi che puoi fare, perché ci stanno più persone, ti diverti di più, ci piangi di più e quella è la cosa più positiva in termini di risultati, perché i numeri sono numeri ma le persone sono persone”.