lunedì, Aprile 15, 2024
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Tensione tra Italia e Kenia per il rapimento di Silvia Romano. I Carabinieri: “Fateci indagare”

Procedono a rilento le indagini sul rapimento di Silvia Romano, la volontaria della Onlus “Africa Miele” che lo scorso 20 novembre è stata sequestrata nel villaggio di Chakama, in Kenya. L’inchiesta continua infatti ad essere ostacolata dal silenzio delle autorità locali in risposta alle istanze dell’Italia intenzionata ad inviare investigatori nel Paese africano, così da poter collaborare attivamente alle indagini. Ad oggi, sono almeno otto le richieste italiane respinte da Nairobi.

Circostanze che presentano molte analogie con il caso di Giulio Regeni, il ricercatore ucciso in Egitto e alle cui indagini l’Italia non ha mai potuto partecipare direttamente a causa dell’opposizione del governo del Cairo.

L’arresto di Ibrahim Adan Omar, uno dei sequestratori della giovane cooperante, non sembra aver portato a significativi progressi nelle indagini che sembrano ormai essere a un punto morto. Per tale ragione i carabinieri del Ros hanno chiesto per ben otto volte di poter indagare sulla vicenda, incassando otto rifiuti. La prima istanza da parte dell’Italia era stata presentata appena poche ore dopo la cattura della della ragazza, mentre l’ultima risale a tre giorni fa.

Nel testo della richiesta viene evidenziato come la collaborazione tra investigatori potrebbe essere fondamentale anche per approfondire l’ipotesi che Silvia sia stata venduta dalla banda di rapitori a un gruppo terroristico di al-Shabaab e trasferita in Somalia.

Lo strano atteggiamento delle autorità keniote risulta ancora più sospetto se paragonato all’attiva collaborazione che si è invece avuta in passato con le forze dell’ordine italiane in occasione di altri rapimenti di connazionali che si trovavano all’estero.

La stampa locale africana intanto insinua già da qualche mese, come riporta Il Messaggero, che Silvia possa essere stata uccisa in uno scontro a fuoco tra i suoi rapitori e un gruppo di islamisti somali di al-Shabaab a cui i rapitori avrebbero voluto venderla. Ipotesi che ad oggi non risulta verificata. I media hanno anche ventilato l’ipotesi che la giovane potesse essere coinvolta a qualche titolo nel traffico illegale di avorio, e che proprio per tale motivo sarebbe stata in contatto con uno dei suoi rapitori tramite messaggi.

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