Tevez come Baggio e Del Piero: entra nella storia

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Tevez entra nella storia come Roberto Baggio ed Alex Del Piero. L’Apache diventa RE a Dortmund: “Io ho fatto solo il mio lavoro”

 

Ha regalato spettacolo nella fortezza del Dortmund, diventando l’unico re della serata. Carlitos Tevez ha segnato due reti, ha fornito l’assist a Morata per il 2-0 e quando serviva si è occupato anche della fase difensiva perché per lui, come tutta la squadra, ieri contava solo vincere e qualificarsi ai Quarti il minimo obbiettivo chiesto dalla società in Europa.

PARAGONI – Tevez, come Baggio e l’eterno capitano Alex Del Piero ha scritto la storia. Tutti numeri dieci della Vecchia Signora. Tevez come Roby Baggio al Westfalen Stadion, ora lo chiamano Iduna Park per ragioni di sponsor, ha segnato una doppietta, mentre Del Piero qui ha inventato il tiro a giro.

Lo stesso Sacchi, ieri durante la diretta di Canale 5 ha lascito tutti sbalorditi. “Tevez è il fuoriclasse ideale: è molto bravo tecnicamente e non ha nessuna controindicazione – spiega Arrigo Sacchi -: è il fuoriclasse completo che tutti gli allenatori vorrebbero allenare. A differenza, invece, volendo restare tra i grandi numeri 10 del passato, di Roberto Baggio, che qualche controindicazione ce l’aveva. Tevez è forse meno talentuoso, ma è altrettanto bravo e aiuta più la squadre in fase di copertura”.

CARATTERISTICHE – Tevez è un’attaccante potente e abile nei dribbling, è in grado di agire come prima, seconda punta o trequartista. Grazie alla sua aggressività agonistica e all’ottima tenuta fisica, risulta un elemento prezioso anche in fase di non possesso, pressando i portatori di palla avversari e spaziando lungo l’intero fronte offensivo. Giocatore dal grande fiuto del gol, è capace di calciare con molta forza, caratteristica che lo porta in alcuni casi a optare per soluzioni balistiche dalla lunga distanza, nonché dotato di un buon bagaglio tecnico che, talvolta, gli permette di cercare il gol anche da calcio piazzato.

Tevez e Morata festeggiano il 2-0
Tevez e Morata festeggiano il 2-0

TEVEZ NON SI ESALTA – A fine partita l’Apache è contenta per la qualificazione, ma non si esalta: “Io ho fatto il mio lavoro, la squadra ha giocato una gran partita. Non mi piace parlare di me: è la squadra che vince, non un giocatore. Io sono contento di averla aiutata a conquistare i quarti di Champions. Non era facile giocare qui: la Juve ha preso subito la partita in mano, abbiamo sofferto per 30 minuti, ma con grande personalità. Abbiamo fatto una grande partita, possiamo lottare con le grandi d’Europa. Penso che siamo sulla strada giusta”.

Tevez, non avrà la bellezza di Llorente, Matri o Immobile, ma di certo ha doti tecniche che fanno invidia a tutti, da vero trascinatore, è pensare che fino a qualche tempo fa non faceva la differenza a causa del suo digiuno. Ma la sua Champions è partita con la doppietta spezza-digiuno al Malmoe e prosegue con un’altra doppietta, più bella, più importante.

Gli scettici , gli anti-juventini, pensavano fino a ieri che Tevez non avrebbe mai giocato con la stessa intensità poiché lo scorso Gennaio ha dichiarato che non rinnoverò il suo contratto con la Juventus, scadenza giugno 2016, per tornare nella sua Argentina e finire la carriera al Boca Juniores. Signori Tevez è un signore ed ieri l’Apache ha scritto un altro pezzo di storia juventina, dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno di meritare quel numero 10.