“The Emoji Movie”: come le emoji hanno cambiato la comunicazione

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Il fenomeno delle emoji ha invaso il mondo e, volenti o nolenti, ha mutato le modalità comunicative di tutti noi. Chiunque vi si opponga, ad un certo punto cede ed invia uno smile ad un suo amico attraverso Messenger, Facebook o WhatsApp. Ecco, allora, che anche Hollywood non può fare altro che investire le sue energie in un film sulle faccine.

C’è chi rimanda ad una scarsità di sceneggiature, idee, copioni più interessanti rispetto alle emoji che sono in grado di garantire, a quanto pare, un successo assicurato ma temporaneo e chi, invece, ritiene che analizzare e cristallizzare questo fenomeno comunicativo sia necessario in quanto testimonianza del periodo storico in cui si vive.

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“The Emoji Movie”, però, non sembra asserire a nessuna di queste ipotesi. In realtà, secondo i produttori, un film d’animazione non deve contenere, per forza, un messaggio educativo tuttavia può aiutare a capire come si è all’interno di un meccanismo verticistico dal quale è, sempre più, difficile uscirne. La storia si svolge a Textopolis, una cittadina americana, dove ogni emoji possiede una sola espressione ma un giorno, uno di loro: Gene è deciso a cambiare e per questo motivo intraprende, insieme ad altri suoi colleghi, un viaggio avventuroso che li porta ad affrontare un male/ostacolo ben più superiore. Per sapere come andrà a finire, dovrete aspettare il 4 luglio (giorno in cui uscirà in America, nel nostro paese non si sa ancora).