The space in between, il viaggio di Marina Abramovic alla ricerca della guarigione emotiva.

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2013, Marina Abramovic sceglie il Brasile come meta di uno dei suoi frequenti viaggi in cerca di ispirazione.

“Tu non appartieni alle Terra, ma sei qua per insegnare agli umani a trascendere il dolore” è la rivelazione che una sciamana fa all’artista, e il viaggio sembra proprio il percorso che la predispone ad intraprendere lo scopo della sua vita.

La Abramovic va alla ricerca delle persone con un’energia speciale, capaci di donare agli altri la guarigione. Assiste in prima persona a quelli che sembrano miracoli, accettabili solo attraverso un atto di fede; medita insieme a medium; intervista curatrici che affermano di aver ricevuto la conoscenza dall’intuizione; assiste a rituali sincretici riflettendo sulle similitudini tra rito e performance; si immerge in un trattamento purificante che usa la sapienza impressa nel corpo per curare le ferite dell’anima.

Abramovic ok piccola

I mistici che incontra lavorano tutti per l’evoluzione dell’umanità, per l’eliminazione del dolore, della sofferenza che impedisce di andare oltre.

Le tappe segnano un percorso rivelatore per l’artista, spinta a confrontarsi con le sue pene: l’abbandono dell’amato compagno e l’eco del lamento della bambina ferita che porta dentro. “Non puoi curare gli altri se tu non stai bene” le dice Dona Flor. Così la Abramovic affronta le sue ombre, si immerge nelle esperienze che la spingeranno a lasciar andare il dolore, come una barca a cui vengono tolti gli ormeggi. Scenderà nell’oscurità profonda per poi rinascere come una persona nuova, con un passato lontano ed un futuro da scrivere su una pagina tutta nuova. Pronta a farsi lei stessa canale della trascendenza dalla sofferenza, come profetizzato.

Abramovic 4

Di ritorno dal Brasile mette in scena, infatti, la performance “The Abramovic Method” in cui l’artista sparisce all’improvviso, lasciando il pubblico a confrontarsi con il proprio io interiore, attraverso il silenzio, la meditazione e l’energia purificatrice del quarzo bianco.

Abramovic fango

Il prezioso insegnamento che ne sovviene è che confrontarsi con i propri demoni vuol dire liberarsene. Se li lasciamo indisturbati per timore, essi cresceranno e ci divoreranno, impedendoci di proseguire. Bisogna liberarsi dalle zavorre perché, come dice Dona Flor, la sofferenza, il rancore, l’astio ci distraggono dall’ascolto dell’intuizione, la sola bussola a cui affidarsi.

Dal 3 al 5 Ottobre al cinema.