Their Finest: il cinema indipendente degli anni 40

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Their Finest, fonte screenshot youtube
Their Finest, fonte screenshot youtube

Lone Schergif racconta l’affascinante ingranaggio della grande industria del cinema, un’industria che durante la seconda guerra mondiale ha superato non poche difficoltà. Lo fa con dei dialoghi e delle musiche che ci rendono nostalgici di un’epoca che non abbiamo mai neanche conosciuto.

Catrin Cole è una donna in gamba, quella che oggi chiameremmo sceneggiatrice ma che allora venne assoldata come responsabile delle “chiacchiere femminili”. Un appartamento in affitto e un’artista per amore è tutto ciò che Catrin chiede alla vita. Famelica di indipendenza trova nel suo nuovo lavoro un ragion d’essere. E così Catrin cresce, non è più una segretaria ma l’ingranaggio che guida e spinge i dialoghi di un film che altrimenti non sarebbe stato un successo.

E’ una sensazione strana quella che percepiamo, ci sentiamo al tempo stesso spettatori di un film che in realtà è già nato. Siamo esattamente come quelle persone che sedute a guardare la pellicola si emozionano. Così facciamo noi, spettatori ignari di un film che in realtà sta raccontando un’altra storia, la storia di una donna che ama irrazionalmente e senza regole e poi si innamora di nuovo, del suo lavoro, di quell’uomo che ha sempre disdegnato, di una storia che non è ancora nata. Insieme a Catrin ci innamoriamo anche noi, e soffriamo nel vederla soffrire, ma di una sofferenza che è quasi palpabile, che è sincera e vera.

Lone Schergif ha preso le nostre emozioni, quelle che si celano dietro ad uno schermo nel momento in cui siamo spaventati, arresi e a volte delusi e le ha rese vere. Ha raccontato in un modo del tutto naturale, come nasce, cresce e vive un film.

“E poi mi mancheresti tu, mi manchi più di ciò che so dire”