Tifoso in lacrime incontra Totti: “Lui è un’opera d’arte. Mai pianto per una donna”.

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Tifoso in lacrime sugli spalti dell'Olimpico
Tifoso in lacrime sugli spalti dell’Olimpico

Ha fatto il giro del mondo l’immagine di Alessio Avallone, il 22enne tifoso romanista, studente di ingegneria elettronica all’Università di Roma Tre, che piangeva come un bambino sugli spalti dell’Olimpico dopo la doppietta del suo Capitano contro il Torino mercoledì sera. Alessio non ha retto all’emozione mostrando a tutto il mondo la sua commozione; una commozione vera, sincera, impossibile da contenere.  Il giorno dopo è stato lo stesso Francesco Totti ad invitarlo a Trigoria. Visibilmente emozionato il ragazzo ha incontrato il numero 10 giallorosso, scherzato con lui e ricevuto in dono la sua maglia.

Queste le sue parole ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: “Sono stato colto dalla sindrome di Stendhal: davanti ai capolavori mi commuovo e d’altra parte Totti è un’opera d’arte di ingegneria umana…Non ero ancora nato quando Totti ha esordito in Serie A, ma è grande parte della mia vita, anzi la Roma è la mia vera fidanzata. Ho pianto dopo il rigore – continua il ventiduenne – al pensiero che lui era riuscito a ribaltare la gara, nonostante tutto quello che dicevano, in due minuti. Quando ho visto spuntare quella gamba sul 2-2 non ci volevo credere, ho detto: non è possibile, questo in pochi minuti è entrato e ha fatto la differenza con l’età che ha”.

Ma non è stata la prima volta che Alessio si è commosso davanti alle prodezze del suo Capitano: “Avevo già pianto l’altro anno al derby finito 2-2, dopo la doppietta avevo avuto la stessa reazione. Io non sono uno che piange per amore, con la mia ragazza storica non ho mai versato lacrime così spudoratamente. I miei impegni, persino le mia spese sono per la Magica, tutti i miei guadagni sono incentrati sulla Roma, quando ho dei soldi li spendo per biglietti per lo stadio, abbonamenti, magliette..”

Incontro tra Totti e il suo tifoso
Incontro tra Totti e il suo tifoso

Poi, ai microfoni di Sky ha dichiarato di come non fosse la prima volta che incontrava il suo idolo: “Io facevo il portiere nella sua società, un giorno venne al campo e mi tirò due rigori. Uno lo segnò e l’altro lo sbagliò facendo il cucchiaio, ma era la porta di calcio a 8, altrimenti non penso che avrebbe sbagliato” ha concluso ridendo.

Alessio non è stato l’unico a piangere quella sera del 20 aprile. In tanti sugli spalti dell’Olimpico e a casa o nei pub davanti gli schermi lo hanno fatto. Ma Alessio è stato preso un po’ come il simbolo del tifo bello romanista, quello che si emoziona ancora per una partita di calcio e per le gesta del suo Capitano. Ben vengano i tifosi come lui in questo calcio. E i campioni come Totti. E se quella sera hai messo d’accordo tutti e tutti ti hanno applaudito, tifosi dell’Inter, del Milan, della Juve, del Torino, del Napoli e perfino della Lazio allora qualcosa di buono in questo calcio l’hai lasciata davvero.