Time, il movimento #metoo contro le molestie sessuali è Persona dell’Anno 2017

La rivista statunitense ha scelto di celebrare le donne che hanno rotto il silenzio sulle molestie sessuali

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Copertina della rivista Time ( foto da pagina Facebook ufficiale)

La rivista statunitense Time ha scelto come Persona dell’Anno per il 2017 le donne che hanno aderito al movimento #metoo, denunciando episodi di molestie sessuali subite nel corso della propria vita. Definite dal Time “silence breakers”, cioè persone che hanno rotto il silenzio, le donne che aderenti all’iniziativa hanno dato vita a un movimento social che si è diffuso in molte nazioni brevissimo tempo.

Tutto era nato dal discusso “caso Weinstein” sulle accuse di molestie sessuali, tentate o consumate, che sempre più attrici e celebrità hanno rivlto all’ex produttore di Hollywood ormai in declino, espulso per questa vicenda dalla sua società e dall’Accademia degli Oscar nonché in procinto di separarsi da sua moglie.

La vicenda ha tenuto banco anche in Italia grazie a quanto riportato dall’attrice Asia Argento, una tra le prime voci che si sono levate contro il produttore a partire dalla testimonianza dell’attrice Rose McGowan e che ha visto aggiungersi, nei giorni successivi, nomi come Angelina Jolie, Eva Green, Reese Whiterspoon, Courtney Love, Lena Headey e molte altre.

E’ stata poi l’attrice Alyssa Milano, co-protagonista della serie tv Streghe dove ha condiviso il set proprio con la McGowan, a lanciare la campagna social identificata dall’hashtag #MeToo, “Anche io”, con cui si invitano le donne di tutto il mondo a rompere il silenzio sugli abusi subiti in qualsiasi contesto e a raccontare se abbiano mai vissuto episodi di violenza e prevaricazioni simili a quelli riguardanti Weinstein.

Se tutte le donne molestate sessualmente o violentate scrivessero ‘Me too’ come status, potremmo dare alle persone un senso della vastità del problema”, aveva scritto Alyssa Milano sul proprio profilo Twitter.

In poche ore l’hashtag è diventato un trend topic twittato da più di un milione e mezzo di persone, allargandosi presto a Facebook e Instagram e oltrepassando i vari confini nazionali diventando, di volta in volta, #yotambien, ##balacetonporc o, in Italia, #quellavoltache.

Donne di ogni età che hanno accettato di raccontare online stralci di storie personali di abusi e violenze, denunciati o taciuti per anni, molti dei quali vissuti in età adolescenziale o addirittura da bambine, ma anche sui luoghi di lavoro, tra le mura domestiche e in famiglia.

Alyssa Milano ha spiegato che l’idea dietro #MeToo è quella di portare il dibattito su Weinstein su un altro piano, offrendo un’idea dell’elevato numero di donne che continuano a essere molestate in ogni contesto. Un fiume in piena che non poteva essere ignorato e che ha scosso la coscienza collettiva sottolineando la vasta portata del problema.