Tiziano Ferro: “Roma è casa e lo Stadio Olimpico è nostro!”

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“Ci ho sempre creduto. Mai un giorno ho pensato di non essere supportato e amato. Roma è sempre stata la numero uno”. Tiziano Ferro

Da quando Tiziano Ferro ha compiuto il suo primo concerto nella capitale con 400-500 persone, ne è passato di tempo e di esperienze ma l’onestà intellettuale e la naturalezza con cui dialoga con il suo pubblico non sono cambiate. Un escalation di emozioni ha coinvolto il pubblico dello Stadio Olimpico, arrivato sin dalle prime ore del giorno e da varie zone d’Italia. La prima notizia, annunciata dallo stesso artista, è il record di presenze registrato prima d’ora per un suo concerto. Ciò testimonia che alla paura per i recenti attentati si può solo rispondere con il coraggio di andare avanti e di credere nei propri riti culturali e sociali. Scenografia da togliere il fiato, luci e musicisti che accompagnano ogni movimento con entusiasmo e serenità. È proprio quest’ultima ad apparire, più volte, sul viso del cantautore romano che non riesce a trattenere l’emozione sin dal primo brano: “Il Mestiere della Vita”. Anche chi non lo ama particolarmente, davanti alla maestosità dell’evento, non può non riconoscere la grandezza, la cura e la professionalità che ci sono dietro alla realizzazione di uno spettacolo che non ha nulla da invidiare alle produzioni internazionali più quotate.

Tiziano Ferro

I pezzi più forti dell’ultimo album (multiplatino) ci sono tutti ma il passato non è da rinnegare, soprattutto se è di qualità e legato a quel sentimento di appartenenza forte e viscerale con la propria terra d’origine. Esso porta a capire chi si è e in che direzione si sta proseguendo. Ecco, allora, un momento acustico che regala nostalgia e una versione de “Hai delle isole negli occhi” davvero incredibile. Inoltre, va sottolineato il discorso -non preparato, continua Tiziano Ferro, correndo il rischio di dilungarsi- di ringraziamento dedicato a Francesco Totti e a tutto ciò che ha saputo fare per la città di Roma. Unendo, al di là della squadra di riferimento.

“Ci svegliamo la mattina bombardati di notizie negative e poi, arrivano gli eroi buoni come lui. Stiamo parlando di modi d’essere, di fedeltà, di passione, di dedizione e insegnano alle persone che ci si può riunire per amare e ricevere del bene. Lui, per Roma, ha fatto qualcosa di più dello sport … Ha messo insieme le persone, ha fatto vedere che da soli si esce dalla periferia e si può fare qualcosa. Ma soprattutto che tutto ha un senso nella vita. Se lavori tanto, se sei onesto e se sei coerente”. 

Tiziano Ferro si riconferma, se mai ci fossero stati dei dubbi, che la musica è una cosa semplice se si fa con mestiere e amore. Quando questi due elementi mancheranno, anche solo uno, vorrà dire che non ci saranno più stimoli da far germogliare. In fondo, la ricetta per il successo è restare se stessi e Tiziano Ferro non ha mai cercato di apparire per quello che non era. Ha confezionato un live dal quale si esce emotivamente liberati. Durante le canzoni, lo spettatore vive la sua storia di vita e in quel preciso istante non ha davanti a sè gli aspetti negativi (che nella vita di tutti i giorni tendono a prevalere e ad offuscare le menti) ma la consapevolezza che “se non uccide, fortifica”. A questo punto, l’unica cosa da dire è: Arrivederci al prossimo incontro di anime confortati dallo scorrere del tempo che lenisce le ferite e insegna che l’attesa rende il tutto più importante. Cosa sono due anni di pausa, se si ha a disposizione un’intera playlist a cui affidarsi.

PS: Caro Tzn, se però ci si potrebbe beccare prima nei pressi di un palazzetto o di uno stadio, la tua gente ne sarebbe felice!

Tiziano Ferro