venerdì, Giugno 21, 2024
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Totti, il contratto e il sogno scudetto

Ci siamo quasi. Nella stagione che ha visto dare l’addio alla Serie A di campionissimi quali Di Natale, Toni, Klose e Abbiati Francesco Totti ancora non molla. Mancano pochi giorni, e al rientro da Dubai e con lo sbarco del Presidente Pallotta in Italia, arriverà quella che sarà la sua 25°stagione in giallorosso. Il numero 10 romanista firmerà un altro anno di contratto da giocatore con il club, voluto e strappato con le unghie e con i denti nelle ultime giornate, quando tutto sembrava andare nella direzione di una separazione tra lui e la Roma e, invece, come un ragazzino alle prime armi, che deve ancora dimostrare a tutti il suo valore, ha cercato di conquistarsi quello che, forse, gli spettava di diritto. Ha avuto ancora una volta la meglio su chi lo spingeva a lasciare il calcio giocato già da quest’anno, e non erano in pochi: Presidente, dirigenza, addetti ai lavori e giornalisti.

Il Capitano giallorosso, intercettato a Fiumicino prima di imbarcarsi con la squadra per gli Emirati ha rotto il suo proverbiale silenzio per dire la sua e mettere a tacere le voci non vere che circolavano sulla questione contratto: “La cosa più importante, a cui tengo, è che il mio non è mai stato un discorso economico e mai lo sarà. Non ho mai parlato di soldi, mai. Gli ho solo fatto una piccola richiesta, però la valutiamo insieme“. Richiesta che, come rivelato da Baldissoni e Sabatini ha a che fare esclusivamente con il suo futuro ruolo da dirigente. Ha mal digerito, il Capitano, le voci che giravano sul suo conto circa le sue perplessità di rinnovo legate in primis ad una maggiore richiesta economica rispetto a quella propostagli dalla società. Come se ancora dovesse dimostrare qualcosa a qualcuno dopo 24 stagioni trascorse con una sola maglia. Come se ancora ne facesse una questione di soldi.

Il numero 10 giallorosso, piuttosto, avrebbe chiesto delle garanzie legate alla competitività della squadra la prossima stagione: sarà l’ultima per lui e il suo sogno sarebbe quello di chiudere con la conquista dello scudetto, il secondo della sua carriera, dopo quello vinto nell’ormai lontano 2001. Da allora tanti secondi posti che hanno permesso sì di sfiorarlo (nel 2002 sulla Juve e nel 2008 e 2010 sull’Inter le volte più clamorose), ma mai più la Roma è stata in vetta alla classifica a fine Campionato. Tutto ovviamente passerà dai sacrifici che la dirigenza giallorossa dovrà fare per trattenere tutti o quasi i suoi pezzi pregiati; senza smantellamenti come accade quasi ogni anno. Nella seconda parte di stagione la Roma ha dimostrato già così tutta la sua competitività (risultando alla fine la squadra con il minor numero di sconfitte) e sono stati solo i punti persi nel girone d’andata a far sì che la squadra non potesse lottare con la Juventus per il tricolore. Il gap dalla squadra bianconera, sembra tra l’altro essersi assottigliato, e le possibilità che la squadra giallorossa, se non stravolgerà la sua rosa, possa lottare per lo scudetto il prossimo anno sono davvero concrete.

Francesco Totti chiede questo per la sua ultima stagione da calciatore, consapevole sicuramente che Spalletti centellinerà ancora di più le sue presenze in campo, quando avrà ormai superato i 40: una Roma competitiva, un degno saluto a tutti gli stadi della Serie A che lo hanno accompagnato nella sua lunga carriera, un Olimpico sempre in festa e il sogno tricolore per dare l’addio alla sua Roma. Perché di belle storie nel calcio ce ne sono tante, ma forse nessuno merita quello scudetto più di lui.

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