Tragico incidente di un’eccellenza italiana, il Capitano Gabriele Orlandi perde la vita a bordo di un Eurofighter

L'affluenza alla camera mortuaria testimonia l'affetto che Gabriele aveva profuso in trentasei anni, il capitano ha effettuato il suo ultimo volo, tutto era andato liscio fino all'ultima figura da realizzare

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Fonte foto: Wikipedia

Capitano Gabriele Orlandi, questo è il nome del ragazzo che ieri intorno alle 18.00 ha perso la vita durante l’air show tenutosi a Terracina. Il tragico incidente è avvenuto a bordo di un Eurofighter 2000 Typhoon, nato da una collaborazione multinazionale tra il Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. Al termine della sua esibizione mancava solo l’ultima figura, un looping e poi avrebbe lasciato spazio allo show delle Frecce Tricolori. Le cause sono ancora da definire, si esclude però che il pilota al momento dell’impatto vessava in stato di incoscienza.

Gabriele a 36 anni deteneva un curriculum impeccabile. Arruolato nel 2002, dopo cinque duri anni all’ Accademia Aeronautica di Pozzuoli, e nove mesi in Texas, ha trascorso un periodo in una base pugliese e nel 2015 è approdato nella base sita a Pratica di Mare. Parallelamente alla sua carriera di ufficiale dell’arma ha conseguito due lauree: una in Scienze aeronautiche, conseguita alla Federico II di Napoli; l’altra in Scienze Politiche alla Cesare Alfieri di Firenze.

Il video choc dello schianto ha fatto il giro del web in poche ore e non sono mancati commenti fuori luogo di alcuni italiani poco assennati, preoccupati principalmente della spesa pubblica. L’ Aeronautica Militare opera 24 ore su 24 per la sicurezza del Paese e dei cittadini, garantendo il controllo dello spazio aereo e proteggendo gli interessi nazionali, anche all’estero. Oltre ad essere valoroso stendardo per noi abitanti dello stivale, deve essere fonte di orgoglio e un vanto per tutti noi.

Dinanzi alla morte di un giovane, un militare, un ufficiale dell’A.M., solo la commemorazione è la più alta forma di rispetto. Un uomo amato, lo si capisce dall’affluenza alla camera mortuaria di ieri pomeriggio: parenti, colleghi, superiori tutti lì per rendere omaggio ad un guardiano dei cieli.

Da non dimenticare il suo motto, cucito nel suo borsone militare e non solo: “Alla tua corsa la nube è fango e il vano vento è suolo“.