Tre pro e tre contro dell’arrivo alla Juve di Mario Mandzukic

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Si sa, quando una squadra prestigiosa cede il suo attaccante principe e lo sostituisce, i paragoni divengono inevitabili. Chiacchiere da bar, valutazioni tecniche, considerazioni caratteriali, ogni capello viene spaccato, e c’è bisogno di una sentenza certa: chi è meglio di chi? Si è cambiato in meglio o in peggio?

Premetto che non voglio dare risposta a queste domande (sarebbe francamente impossibile in piena estate), ma provare a dare voce alle argomentazioni di entrambe le fazioni: pro-Mandzukic (e Dybala) e pro-Tevez (e Llorente).

 

CON MANDZUKIC E’ MEGLIO:

  1. Atletico Madrid è sinonimo di garanzia. E’ vero, forse non avrà la cantera del Barcellona, la bacheca dei cugini del Real Madrid, ma una cosa è certa: se giochi titolare nell’Atletico del Cholo, devi avere grinta e determinazione da vendere. Elementi fondamentali per avere successo in campo internazionale, vero obiettivo della Juventus nella prossima stagione. Proprio come Tevez, Mandzukic è un combattente nato, su questo non c’è alcun dubbio.
  2. La plusvalenza Llorente. E ora cosa c’entra il gigante basco? C’entra eccome: Mandzukic, per caratteristiche tecniche e fisiche, sarà senza dubbio il suo alter ego, non quello dell’Apache. Con una cessione del buon Fernando per 12-13 milioni di euro, la Juve andrebbe a coprire gran parte della spesa per il croato (19 milioni in 3 anni più bonus). Per esperienza europea, trofei e numero di gol in carriera, l’ex Bayern offre sicuramente più garanzie del collega spagnolo. I bianconeri per una cifra relativamente modesta migliorano sensibilmente il loro pivot.
  3. Le qualità di Tevez saranno “meglio distribuite”. Cosa perde la Juve con la partenza di Carlos Tevez? Perde cattiveria, grinta, classe, gol, assist e spirito di sacrificio. Perde tanto. Le qualità elencate però, si distribuiscono perfettamente nella nuova coppia gol bianconera: qualità mentali e fisiche per Mario Mandzukic, potenzialità qualitative e tecniche enormi per Paulo Dybala, che ha dalla sua anche la giovane età. E non scordiamoci di un altro ragazzo in rosa che può solo migliorare, Alvaro Morata.

CON TEVEZ ERA MEGLIO:

  1. La Juve perde il suo trascinatore. 29 gol nella Juve nella stagione appena conclusa, raramente superflui ai fini del risultato, solo 4 in meno della somma Mandzukic-Dybala. Considerati anche gli 10 assist, l’argentino è presente in 39 delle 104 reti della squadra (37.5% di incisività sui gol, contro il 26,3% del’ex nueve dell’Atletico Madrid). Allo stato attuale delle cose, nessuno garantisce una simile influenza su gioco, rendimento e gol.
  2. Mandzukic-Dybala, coppia ben assortita? Primo dubbio di carattere tecnico: queste due punte sanno manovrare, ma in quali moduli hanno reso al meglio? Mandzukic in carriera ha giocato sempre come perno offensivo di un 4-2-3-1 (vedi Wolfsburg e Bayern Monaco) o come riferimento centrale per un 4-3-3 (nell’ultima esperienza alla corte di Simeone). Dybala ha reso al meglio quando è stato totalmente libero di spaziare sul fronte offensivo (col solo mudo Vazquez a supporto nel 3-5-1-1 pensato da Iachini), mentre non è mai decollato l’affiatamento con il più “pesante” compagno di reparto Belotti. Al momento non vi è la certezza che schierati in coppia, i due possano andare ad occupare gli spazi giusti.
  3. Con chi dei due farà coppia Morata? La nota più sorprendente della Juventus 2014/2015 porta senza dubbio il nome del giovane castigliano, che piano piano ha scalzato Llorente dall’undici titolare e si è guadagnato la fiducia di tutto l’ambiente bianconero con i suoi 15 gol stagionali (alcuni dei quali pesantissimi). E’ lecito pensare che dopo l’addio di Tevez, l’unico sicuro di un posto all’attacco sia proprio lui. Da qui la seconda perplessità di natura tecnica: chi sarebbe allora il partner giusto per Morata? Il favorito pare essere Mandzukic, che con le sue sponde potrebbe innescare la velocità dello spagnolo, il quale però, quando è stato impiegato in coppia con il connazionale Llorente (per caratteristiche fisiche abbastanza simile al croato) non ha mai impressionato, non trovando mai di fatto una vera e propria intesa. Dybala è invece per caratteristiche tecniche più simile allo stesso Tevez, ma occupa meno l’area di rigore e predilige partire dalla fascia per poi accentrarsi, motivo per cui potrebbe anche pestarsi i piedi con l’ex Real Madrid. Senza considerare infine i rischi del cosiddetto “salto” in una big. Riuscirà Allegri anche questa volta a mettere d’accordo tutti?

 

Che siate dell’uno o dell’altro avviso, è indiscutibile che vada riconosciuto un certo credito per il mercato alla società di corso Galileo Ferraris. Negli ultimi anni sono infatti sbarcati a Torino, per cifre relativamente irrisorie, top player del calibro di Barzagli, Pirlo, Vidal, Pogba e Tevez.