sabato, Maggio 25, 2024
HomeSpettacoloCinemaTredici, perché la seconda stagione batte a mani basse la prima

Tredici, perché la seconda stagione batte a mani basse la prima

La rivelazione della seconda stagione di Tredici.

Tredici, non è una serie che ha bisogno di essere presentata: dopo il grande successo della prima stagione andata in onda lo scorso anno su Netflix, è tornata questo 18 Maggio con l’attesissima seconda stagione.

Da qui in poi ci sono spoiler, perciò se non hai guardato la prima e la seconda stagione (corri a vederla!!) smetti di leggere.

La prima stagione trattava dei tredici motivi che hanno portato Hannah Baker al suicidio, perciò tutti abbiamo guardato fino alla fine tutte e tredici le puntate per dare la nostra sentenza: è comprensibile? Chi deve essere punito? Tredici, ha aperto una discussione su degli argomenti non sufficientemente affrontati dai media e dalla società in generale. Nonostante la prima stagione abbia raggiunto un pubblico molto vasto, ha dei limiti poiché a tratti risulta essere un dramma adolescenziale. Dopo aver visto questi primi episodi ci siamo tutti chiesti se davvero fosse necessaria una seconda stagione. Io per prima ero molto scettica, ma la risposta ora mi è chiara: assolutamente sì.
Sto andando contro il parere comune, ma questa seconda stagione è di qualità nettamente superiore alla prima. La storia poteva inizialmente dirsi conclusa: sappiamo fin dall’inizio quale sarà il destino di Hannah, abbiamo poi scoperto i motivi che l’hanno portata ad un gesto così estremo, la discussione è nata, adesso basta. Invece no, neanche per idea. I nuovi tredici episodi seguono gli eventi legati al processo dei genitori di Hannah contro la scuola, in ogni puntata c’è un nuovo testimone che cambia continuamente le carte in tavola. Ci sono personaggi che già conosciamo e altri nuovi, ma ognuno di loro è importante per lo svolgimento del racconto.

TEMATICHE: Tredici affronta molteplici tematiche tra cui, il suicidio, il bullismo, la violenza sessuale, l’autolesionismo, l’omosessualità, la droga e l’istituzione scolastica. La prima stagione ha gettato le basi, la seconda abbandona i toni adolescenziali e affronta i suoi temi in maniera più cruda e reale. Sono argomenti che tutti noi conosciamo, ma quasi sempre ci limitiamo a condannare i comportamenti sbagliati senza saper (e voler) argomentare. Ogni singolo episodio spinge lo spettatore alla discussione e alla riflessione, non stiamo più lì a sospirare ed alzare le spalle. Quanto conosciamo davvero le situazioni proposte dalla serie?

Fonte: TV Time
Fonte: TV Time

Nell’ultima puntata vediamo Jessica in tribunale raccontare il suo stupro in un susseguirsi di immagini con donne diverse, ognuna vittima di una violenza sessuale più o meno grave. Una delle scene più toccanti e più belle della serie nonostante all’apparenza possa risultare molto semplice. Anche se questo argomento è molto attuale, non è affrontato in maniera banale e scontata, ci ricorda che siamo tutte vittime.
Il processo è contro la scuola, ma ogni personaggio si interroga sulla propria colpevolezza, tutti hanno una piccola colpa che ha portato Hannah a compiere questo gesto estremo.

PERSONAGGI: Infatti, non c’è più buono o cattivo. Tutti i personaggi sono vittime e carnefici allo stesso tempo. Il personaggio di Justin ne è l’emblema: tossico, ha coperto lo stupratore della sua ragazza perché era il suo migliore amico e l’unica sorta di famiglia che aveva, ma è divorato dai rimorsi, cerca di essere migliore e l’unica cosa che vuole è una famiglia vera. Tutti i personaggi hanno un’evoluzione dalla prima stagione ma non solo in positivo. Bryce, continua ad essere un bullo stupratore e a godere della sua popolarità a scuola e tra gli insegnanti grazie alla sua ricchezza. C’è un percorso interiore in ogni persona coinvolta nella vicenda, vediamo la rabbia di Clay, la sofferenza di Jessica e il coraggio di Courtney. Tutti cercano di perdonare se stessi e gli altri.

La morale è: impariamo mai davvero? I personaggi coinvolti nella tragedia di Hannah sono uniti, non lasciano nessuno da solo. Tranne uno, quello che forse aveva più bisogno degli altri ma considerato il più strano, Tyler, il fotografo, stalker di Hannah, che pieno di rabbia cerca di vendicarsi da solo dei bulli tra cui Bryce e Montgomery. Quest’ultimo, nella scena più cruda e violenta dell’intera serie, aggredisce Tyler brutalmente il quale decide di fare una strage alla festa della scuola. Clay cerca di fermarlo e di non farlo sentire più solo.

Abbiamo imparato che la solitudine porta le persone, specialmente se adolescenti, a logorarsi lentamente verso un declino dal quale è difficile tornare indietro. Tyler diventa la nuova Hannah; fortunatamente il suo destino sarà diverso da quello della ragazza, anche se è stato necessario arrivare al punto limite per far scattare qualcosa nei suoi compagni.

La smetto di blaterare e di fare la polemica, questa seconda stagione merita di essere divorata più della prima. Andateci piano con il binge-watching perché è emotivamente stancante ma merita totalmente. Nell’attesa della terza stagione (perché ci deve essere una terza stagione) ringraziamo Netflix per questa meraviglia.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...

ULTIMISSIME