Attraverso una recente ricerca, Europaradicale ha posto al centro dell’attenzione le diverse criticità della rete dell’Alta Velocità italiana nel 2025. Ad essere analizzati sono stati tutti i nodi ferroviari dove si sono registrati maggiori ritardi, dove emerge che la regione più penalizzata sia la Puglia.
IL 70% DEI TRENI ARRIVA IN RITARDO – Ad essere presi in esame sono stati 90mila convogli, pari a circa 250 collegamenti al giorno, dove è risultato che il 70% delle corse arriva a destinazione in ritardo.
Sempre da questo studio, emerge che la tratta più sfavorita sia quella Lecce-Milano, dove si registra uno scarto medio di 29 minuti rispetto all’orario programmato. Più di un terzo delle corse arriva mezz’ora in ritardo, mentre il 10% supera addirittura i 60 minuti. Al terzo posto si classifica la tratta Milano-Taranto, con un ritardo di 28 minuti, seguono poi Taranto–Milano (27 minuti), Milano–Lecce (26) e Bari–Milano (23).
Ad essere penalizzata non è solo la Puglia. Pure le tratte che collegano la Calabria con il Nord Italia registrano diverse criticità in fatto di ritardi delle corse. Ad esempio, la tratta Reggio Calabria–Torino registra 28 minuti di ritardo e una puntualità del 4%, ossia 13 volte in un anno. Dietro tali disservizi c’è l’attraversamento di numerose “zone fragili.
La direttrice Milano–Bologna–Firenze–Roma–Napoli resta il punto più critico dell’Alta Velocità: l’elevatissimo traffico fa sì che anche ritardi contenuti si amplifichino rapidamente, con effetti a catena sull’intera rete. Problemi analoghi emergono nel Nord-Est, tra Verona, Padova e Venezia, dove convivono treni AV, regionali e merci, mentre la fascia tirrenica ligure-toscana e la linea Salerno–Reggio Calabria continuano a mostrare fragilità strutturali.
Diversa la lettura di RFI. Secondo il gestore dell’infrastruttura, nel 2025 la puntualità complessiva dell’Alta Velocità ha raggiunto il 77%, in miglioramento rispetto all’anno precedente: quasi otto treni su dieci arrivano entro dieci minuti dall’orario previsto. Un dato che evidenzia come la valutazione dei disservizi dipenda anche dagli indicatori adottati e dall’impatto di fattori esterni, come cantieri, scioperi o condizioni meteo avverse.
