Troppa gente in strada e senza mascherine, il Ministero dell’Interno studia la stretta per il Weekend

Strade troppo affollate, il Viminale studia le contromisure per la fase due

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Gente in strada, via Partenope, Napoli
Gente in strada, via Partenope, Napoli

L’Italia è entrata da pochi giorni nella fase due, fase nella quale ai cittadini è concessa maggiore libertà di movimento, affidandosi, però, al buon senso e al rispetto delle norme sul distanziamento sociale. Il nostro paese ancora non ha sconfitto il coronavirus, è bene precisarlo, e l’elevato numero di persone in strada rischia di pregiudicare gli sforzi fatti fino a questo momento.

In questi primi giorni nelle varie città italiane si sono rivisti adolescenti e ragazzi nei luoghi di ritrovo, in molti senza mascherina e a poca distanza. C’è chi inoltre non ha rinunciato a prendere un caffè con un amico ed è stato denunciato insieme al titolare del locale. Situazioni viste un po’ ovunque e alle quali il Ministero dell’Interno proverà a porre rimedio.

NUOVA STRETTA – Il Viminale è al lavoro per limitare gli assembramenti e potrebbe presto decidere la chiusura nel weekend di quei luoghi e quelle attività che più stimolano i cittadini a riversarsi in strada. Sotto i riflettori stazioni, parchi, lungomari e aree della movida.

NUMERI – In queste zone le forze dell’ordine stanno effettuando controlli, anche se con maggiore flessibilità. Il 4 maggio, primo giorno della fase due, sono state denunciate 3.800 persone, pari all’1,5% dei controllati totali (258.170). Nella fase uno, dall’11 marzo al 3 maggio, la quota dei sanzionati era stata del 3,4%, più del doppio.

Per quanto concerne, invece, le attività lavorative che hanno riaperto lo scorso lunedì, si segnalano provvedimenti di chiusura soltanto per 23 e 96  titolari sanzionati su un totale di 100.816 monitorati.